Un anno fa era l'Expo. Milano ha raggiunto così il livello massimo di appeal a livello internazionale. Anche in fatto di fotogenia, perché ha offerto grandi occasioni di fotografare, ma anche di vedere mostre fotografiche. Chiuso l'Expo è ora la volta del XXI Century Design After Design in programma nel capoluogo lombardo dal 2 aprile al 12 settembre 2016 alla Triennale e in varie altre sedi. Dunque l'appeal fotografico di Milano rimane, con una importante differenza, perché se allora l'attenzione si concentrava in particolare su decumano e cardo, ora, con le mostre diffuse, tutta Milano può essere protagonista davanti all'obiettivo. Addirittura vedendo una esposizione si può insieme scoprire o rivedere una zona di Milano, cogliendo l'occasione di fotografarla.

In un mondo a colori il bianco e nero si distingue: è quanto sta avvenendo nella fotografia, dove con il digitale appare quasi inevitabile scattare a colori. Se, quando la fotografia era analogica, l'autore decideva come scattare – anche se fino agli anni ’70 le foto erano quasi sempre in b/n - scegliendo tra la pellicola bianco e nero e quella a colori, magari influenzato dalla possibilità di stampare personalmente, con il digitale la scelta è a ogni scatto o può essere in post produzione. Così ora la foto che non ti aspetti è quella in bianco e nero, anche se non è l'unica sorpresa possibile quando si parla di immagini fisse.

Milano e la fotografia: uno stretto rapporto che continua con molte sfaccettature, portando alla scoperta del mondo. Ne abbiamo parlato più volte in questo ultimo anno su osservatorio digitale. Perché quel rapporto tra Milano e la fotografia si sviluppa attraverso mostre fotografiche che permettono uno sguardo sul mondo che ci circonda - fatti, luoghi, persone, situazioni, anche sogni - attraverso una visione personale dei diversi fotografi. È successo con le tante mostre ospitate nei diversi luoghi milanesi e con il Photofestival che, dopo le due edizioni nel 2015, riconquista l'attenzione del pubblico dal 20 aprile al 12 giugno con il titolo Segni, Forme, Armonie.

Expo, le 10 foto che vedremo ancoraLa domanda è ricorrente tra amici: ti è piaciuto l'Expo? A distanza di mesi il ricordo non si è affievolito: negli smartphone e nelle schede di memoria delle fotocamere restano tante foto scattate durante i sei mesi della manifestazione e altrettanti video, tutti da rivedere e mostrare agli amici come fossero dei trofei, a volte conquistati dopo code più o meno lunghe, ma in molti altri casi realizzati semplicemente percorrendo il decumano. Così, nei mesi precedenti, l’attenzione su osservatorio digitale è stata puntata sulle 10 occasioni fotografiche offerte dall’Expo, le 10 modalità per scoprirlo, l'allegria con cui ha saputo coinvolgere i visitatori attraverso i colori, ma anche tutto ciò che rischiavano di perdere i tanti che si erano ridotti a ottobre a visitarlo. Successivamente l'Expo è stato occasione per 10 riflessioni legate alla fotografia e momento di lancio di altri appuntamenti internazionali. Ora chi scrive queste note si è chiesta quali foto siano più ricorrenti negli archivi personali. Ecco una classifica dei dieci soggetti e relative foto che sembrano più probabili.

È come una staffetta, con il testimone che passa da una mano all'altra. In questo caso la mano di partenza è una, l'Expo di Milano, ma quelle a cui viene lasciato il testimone sono oltre una decina: altrettante occasioni di incontro per il pubblico, ma anche promesse di interessanti fotografie o di scoperte fotografiche attraverso delle mostre in giro per il mondo.

Archiviato l’Expo, superata inevitabilmente la sindrome dello «sta per finire e non ci sono ancora andato», rimangono tutte le considerazioni che la manifestazione ci ha portato. Si tratta di scoperte, conferme, condivisioni di soluzioni, informazioni, verifiche su quanto viene fatto negli altri Paesi, ma anche scoperta e conoscenza di Paesi spesso del tutto ignorati o di cui c'erano informazioni superficiali o addirittura sbagliate. È stato possibile scoprire quanto la tecnologia sia ormai avanzata, sia per divertire che per coinvolgere e informare, ma anche per offrire delle possibilità di migliorare la vivibilità. Ad esempio, il materiale con cui è realizzato il Palazzo Italia è in grado di assorbire l'inquinamento esterno: a contatto con la luce del sole, infatti, il principio presente nel materiale consente di «catturare» alcuni inquinanti presenti nell’aria trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog.

Ultima chiamata per l'Expo. Mancano poche settimane alla chiusura e sarebbe davvero un peccato perderlo, anche considerando che il prossimo a livello universale sarà nel 2020 a Dubai. Ma non è certo questo l'unico motivo che può invogliare a una visita. È sicuramente una occasione di tante scoperte, confronti, ispirazioni anche per chi si interessa di fotografia e di video. Ed è una occasione per soggetti fotografici di ogni genere. E infatti nel primo reportage pubblicato a giugno abbiamo prospettato 10 occasioni fotografiche, nel secondo di luglio e agosto abbiamo proposto 10 modalità con cui scoprirlo e nel numero di settembre, suggerendo un tocco di allegria, abbiamo parlato di tutti i colori dell'Expo. Altri appuntamenti vi attendono per i prossimi mesi; intanto, qui vi diciamo che cosa rischiate di perdere: sarebbe un peccato!

L'allegria è il tema di questo terzo reportage sull'Expo, dopo la prima puntata che illustrava 10 occasioni fotografiche e quella successiva con altrettante modalità alternative di scoperta. Perché è meglio non vivere l’Expo come una serie di insegnamenti: come sempre l'allegria, il divertimento, la soddisfazione delle proprie curiosità primarie aiutano a cogliere messaggi più importanti, invogliano a scoprire realtà e Paesi altrimenti conosciuti solo per stereotipi, inducono a considerare culture e colture differenti, stimolano a valutare soluzioni proposte per permettere a tutti di nutrirsi. Consentono anche di capire che questa Terra, con tutte le sue bellezze naturali e realizzate dall'uomo nei secoli, è un posto molto bello dove vivere, a patto di non distruggerlo. Dunque quei sognatori a cui, fin dal primo reportage, dicevamo rivolgersi l'Expo hanno tutto il diritto di pensare che il loro è un sogno realizzabile. Sogno anche a colori, naturalmente. A colori, come lo è la natura e l’Expo (tutto da fotografare).

Entriamo all’Expo: l’invito si rinnova. È certo una occasione che vale la pena di non perdere e se qualcuno cerca di dimostrare che questa è una manifestazione di multinazionali, dopo inevitabile invito a vedere prima di giudicare (come è invece sport molto diffuso), si può rispondere che tutto dipende da come si vive una esperienza. Questa la si può vivere cercando di confrontarsi con gli altri, puntando sulla collaborazione e la solidarietà, entrando nei padiglioni dei vari Paesi per capire la loro cultura, per scoprire soluzioni proposte o affrontate, per conoscere le loro materie prime e come le usano. Anche per scoprire la bellezza e la storia dei vari Paesi. Perché tenerne conto può essere un modo per non desiderare la distruzione di ciò che appare diverso.

Guida fotografica a Expo 2015 - Prima partePrendetevi una settimana di tempo. Almeno. L'Expo non vi deluderà. Vi permetterà un giro del mondo, non in 80 giorni, ma a 360° tra Paesi di cui non avete mai sentito parlare o che pensavate non vi interessassero o, al contrario, che ben conoscete e di cui potrete rivivere emozioni e sensazioni. Scoprirete la bellezza di vari Paesi, in alcuni casi la loro cucina che potrete anche assaporare e potrete valutare le loro proposte e soluzioni (già attuate o pensate per il futuro) sul tema nutrizione. E certamente vedrete l’immagine che quei Paesi vogliono dare al resto del mondo, attraverso l'architettura dei padiglioni e l'attenzione alle piante e alle colture e il tanto verde all'interno di padiglioni in cui non ve lo sareste aspettato.

Expo, è iniziata la tua ora (e lo sarà fino alla fine di ottobre). «Ci siamo», potremmo dire replicando le parole di Giuseppe Sala all’inaugurazione del 1° maggio perché, tra voci ottimistiche e altre di detrattori, l'Expo è iniziato portando Milano al centro dell'interesse su un tema così importante come la nutrizione e l'ecologia - il primo passo è stata la carta di Milano -, ma anche rendendo il capoluogo lombardo una meta interessante a livello mondiale. «La più interessante per il 2015» l'ha definita il New York Times. Ed è una città tutta da scoprire, che a ogni ora può presentare un aspetto differente, ma anche capace di riservare grandi sorprese a chi è disposto ad abbandonare i tragitti più tradizionali. Perché, oltre al Duomo e al Castello Sforzesco, alla moda e allo shopping, c'è molto altro da scoprire.

Raccontiamoci. L’invito riguarda chi l’Italia la conosce dall’interno e, ancor più, chi considera la fotografia come uno strumento di conoscenza e di comunicazione. Ed è un invito che appare inevitabile raccogliere, a poche settimane dall’inizio dell’Expo, come nei prossimi mesi che porranno Milano, ma anche tutta l’Italia, al centro dell’attenzione internazionale. Il racconto attraverso la fotografia diventa dunque anche un modo per far meglio conoscere il nostro Paese a chi vi arriva in occasione dell’Expo: è il made in Italy che si svela, mostrando un altro lato, oltre al design, la moda, l’arte.

Le iniziative fotografiche in occasione di Expo 2015 | Osservatorio DigitaleGli occhi sono puntati su Milano. È quasi inutile dirlo: già da diversi mesi il capoluogo lombardo è al centro dell’attenzione internazionale. Il motivo si può sintetizzare in una parola: Expo. Che per questa edizione ha un tema di particolare attualità: con “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si vuole parlare di scompensi ambientali, con luoghi dove la fame è un problema endemico e altri dove il problema è l’obesità, luoghi dove si vorrebbe poter mangiare a cui si contrappongono altri dove non si mangia – leggi diete - per mantenersi in linea e, ancora, spreco e mancanza di cibo, sfruttamento di zone di produzione a opera di altri che ne godono i vantaggi. Ma non va dimenticato un altro tipo di nutrimento dato dalla cultura. Che, a sua volta, significa scoprire quanto altri hanno fatto nel mondo dell’arte, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e goderne i risultati, gioendo per questa possibilità che è ricchezza – nutrimento, appunto - per lo spirito. Ma non solo: i dati sull’apporto di lavoro e ricchezza che ricade ad ampio raggio sono decisamente elevati con cifre molto interessanti.

La fotografia come occasione di scoperte. È di questo che vogliamo parlare in queste righe, perché in questi giorni e nei prossimi mesi le occasioni di scoperte saranno molte. In grado di colmare lacune, di far conoscere situazioni che caratterizzano Paesi lontani o di far ricordare momenti remoti nel tempo e nello spazio. Ma anche occasione di verificare che spesso una foto diventa mitica perché capace di sintetizzare fatti ed emozioni, ma molte altre compongono il lavoro di quello stesso fotografo e sono ugualmente significative.

Fotografia, ovvero scrittura con la luce, se guardiamo il significato etimologico della parola. Quasi inutile aggiungerlo: la luce è molto importante quando si parla di fotografia, ma in questo caso, in un momento come quello di fine anno/inizi del nuovo, sembra veramente dominare. E parliamo proprio di luce, perché il periodo con tutti i problemi che presenta evoca piuttosto qualcosa di diverso. Ecco dunque che è logico parlarne anche in queste righe, in un momento in cui le luminarie dominano le strade e gli alberi di Natale fanno sfoggio di luci in casa e nelle piazze e, se vogliamo parlare di un aspetto più spirituale, altra luce è insita proprio nel significato del Natale.

Sempre più popolare: il video in questi ultimi tempi ha conquistato un crescente pubblico di utenti, impegnati a riprendere o come fruitori. Da quando la fotocamera ha anche questa funzione il video ha perso quella patina mitica data dal confronto con i grandi registi di cinema. Pochi tentano un vero cortometraggio, molti si divertono a fare delle riprese anche di pochi minuti. Così è logico che anche il teatro, che è specchio dei tempi, lo abbia accolto, sia pure con modalità differenti. Che possono andare dalla realizzazione di scenografie più economiche ad altre talmente impegnative e d’effetto che non potrebbero essere realizzate altrimenti, dall’ampliamento di un racconto all’esemplificazione di quanto detto, fino a diventare parte integrante della drammaturgia offrendo allo spettatore stimoli visivi ed emozionali nuovi. Ma sempre con una perfetta integrazione tra immagini e attori, che non significa affievolire il coinvolgimento dello spettatore, che invece può sentirsi stimolato a nuove riflessioni. Così la tecnologia, sotto forma di video, può giustamente salire sul palcoscenico.

La fotografia compie 150 anni, secondo la data di nascita più accreditata. Molto è cambiato in tutti questi anni: è cambiato il modo di considerare la fotografia e, naturalmente, sono cambiati gli apparecchi fotografici. Alle evoluzioni nell’ambito dell’analogico è seguito il cambiamento di tecnologia, con l’arrivo del digitale. Sono, di conseguenza, cambiati gli utilizzatori e il loro rapporto con la fotocamera. Ma l’importanza dell’immagine – fissa o in movimento – non è mai cambiata. Alcune immagini sono nella memoria di tutti, mentre scattare una fotografia è diventato sempre più di moda. Qualcuno direbbe che tutto è cambiato, senza che nulla cambi, ma in questo caso la constatazione è sicuramente positiva. Ne parliamo qui, anche esaminando fatti e mostre di questi giorni.

Un Paese che il mondo della fotografia non ha reso finora protagonista. A volte però basta un evento di portata internazionale per cambiare la situazione: basti pensare a quanto si è parlato del Brasile in occasione dei Mondiali di calcio. Si può prevedere succederà anche all’Albania o almeno a Tirana in occasione della visita del Papa prevista il 21 settembre. In attesa di vedere come il tema verrà trattato anche da un punto di vista fotografico, chi scrive queste note ha girato il Paese in cerca di tracce di genere fotografico. Oltre a trovare molti resti di un passato storico che meritano più di uno scatto fotografico, oltre a contraddizioni che caratterizzano Tirana rendendola anche un soggetto fotografico particolare, ho trovato tracce di una attenzione alla fotografia che merita di essere raccontata.

Sarà l’estate dei selfie? Molti indizi permettono di prevederlo. Mai come ora, dunque, la fotografia è entrata nelle abitudini generali. Che poi i risultati siano degni di un ricordo più che momentaneo è tutto da discutere. Chi però ama la fotografia – e vive il selfie come solo uno dei tanti aspetti – ha anche voglia di vedere quanto viene realizzato da altri. È un modo per scoprire le tante sfaccettature della fotografia. Che non è solo esaltazione dell’io – leggi, appunto, selfie – ma è anche informazione, documento che diventerà prezioso per altri e in un futuro anche breve, è comunicazione, desiderio di scoprire e far scoprire, piacere del bello e dimostrazione di fastidio per il brutto o comunque di tutto ciò che è negativo. E c’è anche chi parla di arte. Chi anche questa estate vuole passare dei giorni vivendo tutti questi aspetti della fotografia trova qui alcune informazioni di quanto è possibile vedere: questo “andar per festival e mostre fotografiche” è per lui.

Palazzo della Ragione Fotografia | Osservatorio DigitaleIl conto alla rovescia è iniziato. Se non ancora espresso in ore e minuti, certo è però già da calcolare in mesi: ne mancano meno di undici all’Expo, la grande manifestazione che coinvolgerà Milano e dovrà coinvolgere anche tutto il nostro Paese. Meglio evitare di parlare dello stato dei lavori per quanto riguarda le strutture stesse, con spazi e padiglioni da costruire; invece un’aria Expo si respira già nelle iniziative che si stanno annunciando per quel periodo. A Milano il 10 maggio è stato inaugurato l’Expo Gate, che in piazza Cairoli, di fronte al Castello, dunque dal centro di Milano si annuncia come «la piattaforma di confronto, condivisione, coinvolgimento attraverso la quale narrare Expo Milano 2015 e il suo tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita».

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