Ultima chiamata per l'Expo. Mancano poche settimane alla chiusura e sarebbe davvero un peccato perderlo, anche considerando che il prossimo a livello universale sarà nel 2020 a Dubai. Ma non è certo questo l'unico motivo che può invogliare a una visita. È sicuramente una occasione di tante scoperte, confronti, ispirazioni anche per chi si interessa di fotografia e di video. Ed è una occasione per soggetti fotografici di ogni genere. E infatti nel primo reportage pubblicato a giugno abbiamo prospettato 10 occasioni fotografiche, nel secondo di luglio e agosto abbiamo proposto 10 modalità con cui scoprirlo e nel numero di settembre, suggerendo un tocco di allegria, abbiamo parlato di tutti i colori dell'Expo. Altri appuntamenti vi attendono per i prossimi mesi; intanto, qui vi diciamo che cosa rischiate di perdere: sarebbe un peccato!

L'allegria è il tema di questo terzo reportage sull'Expo, dopo la prima puntata che illustrava 10 occasioni fotografiche e quella successiva con altrettante modalità alternative di scoperta. Perché è meglio non vivere l’Expo come una serie di insegnamenti: come sempre l'allegria, il divertimento, la soddisfazione delle proprie curiosità primarie aiutano a cogliere messaggi più importanti, invogliano a scoprire realtà e Paesi altrimenti conosciuti solo per stereotipi, inducono a considerare culture e colture differenti, stimolano a valutare soluzioni proposte per permettere a tutti di nutrirsi. Consentono anche di capire che questa Terra, con tutte le sue bellezze naturali e realizzate dall'uomo nei secoli, è un posto molto bello dove vivere, a patto di non distruggerlo. Dunque quei sognatori a cui, fin dal primo reportage, dicevamo rivolgersi l'Expo hanno tutto il diritto di pensare che il loro è un sogno realizzabile. Sogno anche a colori, naturalmente. A colori, come lo è la natura e l’Expo (tutto da fotografare).

Entriamo all’Expo: l’invito si rinnova. È certo una occasione che vale la pena di non perdere e se qualcuno cerca di dimostrare che questa è una manifestazione di multinazionali, dopo inevitabile invito a vedere prima di giudicare (come è invece sport molto diffuso), si può rispondere che tutto dipende da come si vive una esperienza. Questa la si può vivere cercando di confrontarsi con gli altri, puntando sulla collaborazione e la solidarietà, entrando nei padiglioni dei vari Paesi per capire la loro cultura, per scoprire soluzioni proposte o affrontate, per conoscere le loro materie prime e come le usano. Anche per scoprire la bellezza e la storia dei vari Paesi. Perché tenerne conto può essere un modo per non desiderare la distruzione di ciò che appare diverso.

Guida fotografica a Expo 2015 - Prima partePrendetevi una settimana di tempo. Almeno. L'Expo non vi deluderà. Vi permetterà un giro del mondo, non in 80 giorni, ma a 360° tra Paesi di cui non avete mai sentito parlare o che pensavate non vi interessassero o, al contrario, che ben conoscete e di cui potrete rivivere emozioni e sensazioni. Scoprirete la bellezza di vari Paesi, in alcuni casi la loro cucina che potrete anche assaporare e potrete valutare le loro proposte e soluzioni (già attuate o pensate per il futuro) sul tema nutrizione. E certamente vedrete l’immagine che quei Paesi vogliono dare al resto del mondo, attraverso l'architettura dei padiglioni e l'attenzione alle piante e alle colture e il tanto verde all'interno di padiglioni in cui non ve lo sareste aspettato.

Expo, è iniziata la tua ora (e lo sarà fino alla fine di ottobre). «Ci siamo», potremmo dire replicando le parole di Giuseppe Sala all’inaugurazione del 1° maggio perché, tra voci ottimistiche e altre di detrattori, l'Expo è iniziato portando Milano al centro dell'interesse su un tema così importante come la nutrizione e l'ecologia - il primo passo è stata la carta di Milano -, ma anche rendendo il capoluogo lombardo una meta interessante a livello mondiale. «La più interessante per il 2015» l'ha definita il New York Times. Ed è una città tutta da scoprire, che a ogni ora può presentare un aspetto differente, ma anche capace di riservare grandi sorprese a chi è disposto ad abbandonare i tragitti più tradizionali. Perché, oltre al Duomo e al Castello Sforzesco, alla moda e allo shopping, c'è molto altro da scoprire.

Raccontiamoci. L’invito riguarda chi l’Italia la conosce dall’interno e, ancor più, chi considera la fotografia come uno strumento di conoscenza e di comunicazione. Ed è un invito che appare inevitabile raccogliere, a poche settimane dall’inizio dell’Expo, come nei prossimi mesi che porranno Milano, ma anche tutta l’Italia, al centro dell’attenzione internazionale. Il racconto attraverso la fotografia diventa dunque anche un modo per far meglio conoscere il nostro Paese a chi vi arriva in occasione dell’Expo: è il made in Italy che si svela, mostrando un altro lato, oltre al design, la moda, l’arte.

Le iniziative fotografiche in occasione di Expo 2015 | Osservatorio DigitaleGli occhi sono puntati su Milano. È quasi inutile dirlo: già da diversi mesi il capoluogo lombardo è al centro dell’attenzione internazionale. Il motivo si può sintetizzare in una parola: Expo. Che per questa edizione ha un tema di particolare attualità: con “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si vuole parlare di scompensi ambientali, con luoghi dove la fame è un problema endemico e altri dove il problema è l’obesità, luoghi dove si vorrebbe poter mangiare a cui si contrappongono altri dove non si mangia – leggi diete - per mantenersi in linea e, ancora, spreco e mancanza di cibo, sfruttamento di zone di produzione a opera di altri che ne godono i vantaggi. Ma non va dimenticato un altro tipo di nutrimento dato dalla cultura. Che, a sua volta, significa scoprire quanto altri hanno fatto nel mondo dell’arte, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e goderne i risultati, gioendo per questa possibilità che è ricchezza – nutrimento, appunto - per lo spirito. Ma non solo: i dati sull’apporto di lavoro e ricchezza che ricade ad ampio raggio sono decisamente elevati con cifre molto interessanti.

La fotografia come occasione di scoperte. È di questo che vogliamo parlare in queste righe, perché in questi giorni e nei prossimi mesi le occasioni di scoperte saranno molte. In grado di colmare lacune, di far conoscere situazioni che caratterizzano Paesi lontani o di far ricordare momenti remoti nel tempo e nello spazio. Ma anche occasione di verificare che spesso una foto diventa mitica perché capace di sintetizzare fatti ed emozioni, ma molte altre compongono il lavoro di quello stesso fotografo e sono ugualmente significative.

Fotografia, ovvero scrittura con la luce, se guardiamo il significato etimologico della parola. Quasi inutile aggiungerlo: la luce è molto importante quando si parla di fotografia, ma in questo caso, in un momento come quello di fine anno/inizi del nuovo, sembra veramente dominare. E parliamo proprio di luce, perché il periodo con tutti i problemi che presenta evoca piuttosto qualcosa di diverso. Ecco dunque che è logico parlarne anche in queste righe, in un momento in cui le luminarie dominano le strade e gli alberi di Natale fanno sfoggio di luci in casa e nelle piazze e, se vogliamo parlare di un aspetto più spirituale, altra luce è insita proprio nel significato del Natale.

Sempre più popolare: il video in questi ultimi tempi ha conquistato un crescente pubblico di utenti, impegnati a riprendere o come fruitori. Da quando la fotocamera ha anche questa funzione il video ha perso quella patina mitica data dal confronto con i grandi registi di cinema. Pochi tentano un vero cortometraggio, molti si divertono a fare delle riprese anche di pochi minuti. Così è logico che anche il teatro, che è specchio dei tempi, lo abbia accolto, sia pure con modalità differenti. Che possono andare dalla realizzazione di scenografie più economiche ad altre talmente impegnative e d’effetto che non potrebbero essere realizzate altrimenti, dall’ampliamento di un racconto all’esemplificazione di quanto detto, fino a diventare parte integrante della drammaturgia offrendo allo spettatore stimoli visivi ed emozionali nuovi. Ma sempre con una perfetta integrazione tra immagini e attori, che non significa affievolire il coinvolgimento dello spettatore, che invece può sentirsi stimolato a nuove riflessioni. Così la tecnologia, sotto forma di video, può giustamente salire sul palcoscenico.

La fotografia compie 150 anni, secondo la data di nascita più accreditata. Molto è cambiato in tutti questi anni: è cambiato il modo di considerare la fotografia e, naturalmente, sono cambiati gli apparecchi fotografici. Alle evoluzioni nell’ambito dell’analogico è seguito il cambiamento di tecnologia, con l’arrivo del digitale. Sono, di conseguenza, cambiati gli utilizzatori e il loro rapporto con la fotocamera. Ma l’importanza dell’immagine – fissa o in movimento – non è mai cambiata. Alcune immagini sono nella memoria di tutti, mentre scattare una fotografia è diventato sempre più di moda. Qualcuno direbbe che tutto è cambiato, senza che nulla cambi, ma in questo caso la constatazione è sicuramente positiva. Ne parliamo qui, anche esaminando fatti e mostre di questi giorni.

Un Paese che il mondo della fotografia non ha reso finora protagonista. A volte però basta un evento di portata internazionale per cambiare la situazione: basti pensare a quanto si è parlato del Brasile in occasione dei Mondiali di calcio. Si può prevedere succederà anche all’Albania o almeno a Tirana in occasione della visita del Papa prevista il 21 settembre. In attesa di vedere come il tema verrà trattato anche da un punto di vista fotografico, chi scrive queste note ha girato il Paese in cerca di tracce di genere fotografico. Oltre a trovare molti resti di un passato storico che meritano più di uno scatto fotografico, oltre a contraddizioni che caratterizzano Tirana rendendola anche un soggetto fotografico particolare, ho trovato tracce di una attenzione alla fotografia che merita di essere raccontata.

Sarà l’estate dei selfie? Molti indizi permettono di prevederlo. Mai come ora, dunque, la fotografia è entrata nelle abitudini generali. Che poi i risultati siano degni di un ricordo più che momentaneo è tutto da discutere. Chi però ama la fotografia – e vive il selfie come solo uno dei tanti aspetti – ha anche voglia di vedere quanto viene realizzato da altri. È un modo per scoprire le tante sfaccettature della fotografia. Che non è solo esaltazione dell’io – leggi, appunto, selfie – ma è anche informazione, documento che diventerà prezioso per altri e in un futuro anche breve, è comunicazione, desiderio di scoprire e far scoprire, piacere del bello e dimostrazione di fastidio per il brutto o comunque di tutto ciò che è negativo. E c’è anche chi parla di arte. Chi anche questa estate vuole passare dei giorni vivendo tutti questi aspetti della fotografia trova qui alcune informazioni di quanto è possibile vedere: questo “andar per festival e mostre fotografiche” è per lui.

Palazzo della Ragione Fotografia | Osservatorio DigitaleIl conto alla rovescia è iniziato. Se non ancora espresso in ore e minuti, certo è però già da calcolare in mesi: ne mancano meno di undici all’Expo, la grande manifestazione che coinvolgerà Milano e dovrà coinvolgere anche tutto il nostro Paese. Meglio evitare di parlare dello stato dei lavori per quanto riguarda le strutture stesse, con spazi e padiglioni da costruire; invece un’aria Expo si respira già nelle iniziative che si stanno annunciando per quel periodo. A Milano il 10 maggio è stato inaugurato l’Expo Gate, che in piazza Cairoli, di fronte al Castello, dunque dal centro di Milano si annuncia come «la piattaforma di confronto, condivisione, coinvolgimento attraverso la quale narrare Expo Milano 2015 e il suo tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita».

Un rapporto che sta diventando sempre più stretto: è quello che lega la fotografia al teatro. Un tempo, semplicemente, esistevano i ritratti degli attori, pubblicati sulle riviste per rinsaldare il rapporto tra loro e il pubblico. A questi ben presto si sono aggiunte le foto di scena: consentono di vedere gli attori, intuire il tema della pièce, scoprirne ambientazione e stile. Spesso esposte all’esterno dei teatri si possono vedere anche sulle riviste e le testate online, nel secondo caso più frequentemente, considerata la maggior attenzione che queste riservano allo spettacolo dal vivo. E non bisogna dimenticare i manifesti o locandine che prevedono, oltre a una o più foto, titolo, cast dello spettacolo.

La gente e i personaggi celebri, lo sport e la guerra, food e fashion, beauty e cronaca, foto di gruppo e selfie, come si dice oggi, città e paesaggi: sono tantissime – e qui ne abbiamo citato solo alcune – le occasioni fotografiche. Come tantissimi sono coloro che prendono in mano una macchina fotografica - dalla reflex a una più semplice compatta, da una mirrorless a una action camera – per catturare delle immagini. Che poi avranno uno scopo di documentazione, ricordo, condivisione di emozioni e di considerazioni. Insomma, con la fotografia si può vivere ogni momento in modo differente. Ed è quanto ci ricordano le mostre fotografiche. Ancor di più un festival, che di queste mostre ne raccoglie molte, con caratteristiche differenti. Tanto dunque è logico aspettarsi dal Photofestival, la manifestazione che quest’anno caratterizzerà Milano rendendola protagonista nel mondo della fotografia dal 28 aprile al 16 giugno 2014.

Photofestival 2014 MilanoAppassionatevi e divertitevi con la fotografia. È questo l’invito rivolto nei prossimi mesi a chi ama la fotografia. Se il Photoshow a Roma non si farà e l’appuntamento è per ora annunciato per il 2015 a Milano, alla (quasi) vigilia dell’Expo, non la stessa sorte subisce il Photofestival, spostato a fine aprile per l’inaugurazione (28 aprile - 16 giugno 2014). Proprio queste date rendono difficile indicare già le gallerie coinvolte, ma le prime notizie incominciano a filtrare e appare evidente, più che in passato, l’intenzione di coinvolgere già da oggi gli appassionati di fotografia, desiderosi di non far fallire una manifestazione che può rendere Milano protagonista culturale per varie settimane. Una delle tante conseguenze appare quella di dare alla fotografia una dimensione importante: non solo risultato di veloci scatti con lo smartphone, ma espressione di creatività e di voglia di comunicare. Che poi la comunicazione sia di quelle da scrivere in minuscolo o sia di portata rilevante poco importa.

La Russia, grazie ai giochi olimpici invernali di Sochi, è sicuramente in questi giorni sulle prime pagine dei giornali. Sportivi e non. Ma, come avviene da tempo, lo sport diventa occasione di spettacolo: le inaugurazioni sempre più d’effetto viste a livello planetario e, insieme, le costruzioni realizzate per l’occasione da architetti spesso di fama mondiale, vere e proprie star, sono in grado di attirare l’attenzione anche di chi non si interessa di sport. La fotografia poi, da molto tempo, ha un rapporto - divenuto via via sempre più stretto – con lo sport. È attraverso la fotografia che vengono conosciuti gli atleti e le loro imprese, immortalate in immagini sempre più d’effetto.

Libri fotografici da appendere al muro: così possono essere definiti i calendari di oggi. Archiviato il classico calendario su cui un tempo si scrivevano note e appuntamenti – per questi ci sono smartphone e agende su computer – ora i «Cal», come qualcuno li chiama, sono diventati oggetti da ammirare durante l’anno e, successivamente, da collezionare. Naturalmente non stiamo parlando dei calendari da edicola, con attricette o aspiranti tali, nude e in pose che qualcuno vorrebbe definire sexy. Parliamo di quei calendari che, numerati, con una grafica di particolare pregio e presentati in occasioni speciali e comunque su giornali e tivù rappresentano uno status symbol mostrabile senza problemi, almeno se per status symbol intendiamo qualcosa che si possa esibire.

Non si tratta più di casi eccezionali: il video si sta conquistando un posto importante a teatro. L’argomento lo abbiamo già affrontato su od di giugno 2013, ma il fermento di questo inizio di stagione a teatro induce a riprendere il tema. Per il pubblico, che certo in televisione non sta trovando delle proposte di valore culturale, si stanno invece moltiplicando le offerte teatrali. Di ogni genere, peso (e prezzo). E, dal momento che il pubblico da conquistare è quello più giovane, l’utilizzo di mezzi attuali non suona stonato. In particolare quando la storia e la necessità di rendere comprensibili momento e luogo fanno apprezzare il video come strumento ideale.