Sarà l’estate dei selfie? Molti indizi permettono di prevederlo. Mai come ora, dunque, la fotografia è entrata nelle abitudini generali. Che poi i risultati siano degni di un ricordo più che momentaneo è tutto da discutere. Chi però ama la fotografia – e vive il selfie come solo uno dei tanti aspetti – ha anche voglia di vedere quanto viene realizzato da altri. È un modo per scoprire le tante sfaccettature della fotografia. Che non è solo esaltazione dell’io – leggi, appunto, selfie – ma è anche informazione, documento che diventerà prezioso per altri e in un futuro anche breve, è comunicazione, desiderio di scoprire e far scoprire, piacere del bello e dimostrazione di fastidio per il brutto o comunque di tutto ciò che è negativo. E c’è anche chi parla di arte. Chi anche questa estate vuole passare dei giorni vivendo tutti questi aspetti della fotografia trova qui alcune informazioni di quanto è possibile vedere: questo “andar per festival e mostre fotografiche” è per lui.

Palazzo della Ragione Fotografia | Osservatorio DigitaleIl conto alla rovescia è iniziato. Se non ancora espresso in ore e minuti, certo è però già da calcolare in mesi: ne mancano meno di undici all’Expo, la grande manifestazione che coinvolgerà Milano e dovrà coinvolgere anche tutto il nostro Paese. Meglio evitare di parlare dello stato dei lavori per quanto riguarda le strutture stesse, con spazi e padiglioni da costruire; invece un’aria Expo si respira già nelle iniziative che si stanno annunciando per quel periodo. A Milano il 10 maggio è stato inaugurato l’Expo Gate, che in piazza Cairoli, di fronte al Castello, dunque dal centro di Milano si annuncia come «la piattaforma di confronto, condivisione, coinvolgimento attraverso la quale narrare Expo Milano 2015 e il suo tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita».

Un rapporto che sta diventando sempre più stretto: è quello che lega la fotografia al teatro. Un tempo, semplicemente, esistevano i ritratti degli attori, pubblicati sulle riviste per rinsaldare il rapporto tra loro e il pubblico. A questi ben presto si sono aggiunte le foto di scena: consentono di vedere gli attori, intuire il tema della pièce, scoprirne ambientazione e stile. Spesso esposte all’esterno dei teatri si possono vedere anche sulle riviste e le testate online, nel secondo caso più frequentemente, considerata la maggior attenzione che queste riservano allo spettacolo dal vivo. E non bisogna dimenticare i manifesti o locandine che prevedono, oltre a una o più foto, titolo, cast dello spettacolo.

La gente e i personaggi celebri, lo sport e la guerra, food e fashion, beauty e cronaca, foto di gruppo e selfie, come si dice oggi, città e paesaggi: sono tantissime – e qui ne abbiamo citato solo alcune – le occasioni fotografiche. Come tantissimi sono coloro che prendono in mano una macchina fotografica - dalla reflex a una più semplice compatta, da una mirrorless a una action camera – per catturare delle immagini. Che poi avranno uno scopo di documentazione, ricordo, condivisione di emozioni e di considerazioni. Insomma, con la fotografia si può vivere ogni momento in modo differente. Ed è quanto ci ricordano le mostre fotografiche. Ancor di più un festival, che di queste mostre ne raccoglie molte, con caratteristiche differenti. Tanto dunque è logico aspettarsi dal Photofestival, la manifestazione che quest’anno caratterizzerà Milano rendendola protagonista nel mondo della fotografia dal 28 aprile al 16 giugno 2014.

Photofestival 2014 MilanoAppassionatevi e divertitevi con la fotografia. È questo l’invito rivolto nei prossimi mesi a chi ama la fotografia. Se il Photoshow a Roma non si farà e l’appuntamento è per ora annunciato per il 2015 a Milano, alla (quasi) vigilia dell’Expo, non la stessa sorte subisce il Photofestival, spostato a fine aprile per l’inaugurazione (28 aprile - 16 giugno 2014). Proprio queste date rendono difficile indicare già le gallerie coinvolte, ma le prime notizie incominciano a filtrare e appare evidente, più che in passato, l’intenzione di coinvolgere già da oggi gli appassionati di fotografia, desiderosi di non far fallire una manifestazione che può rendere Milano protagonista culturale per varie settimane. Una delle tante conseguenze appare quella di dare alla fotografia una dimensione importante: non solo risultato di veloci scatti con lo smartphone, ma espressione di creatività e di voglia di comunicare. Che poi la comunicazione sia di quelle da scrivere in minuscolo o sia di portata rilevante poco importa.

La Russia, grazie ai giochi olimpici invernali di Sochi, è sicuramente in questi giorni sulle prime pagine dei giornali. Sportivi e non. Ma, come avviene da tempo, lo sport diventa occasione di spettacolo: le inaugurazioni sempre più d’effetto viste a livello planetario e, insieme, le costruzioni realizzate per l’occasione da architetti spesso di fama mondiale, vere e proprie star, sono in grado di attirare l’attenzione anche di chi non si interessa di sport. La fotografia poi, da molto tempo, ha un rapporto - divenuto via via sempre più stretto – con lo sport. È attraverso la fotografia che vengono conosciuti gli atleti e le loro imprese, immortalate in immagini sempre più d’effetto.

Libri fotografici da appendere al muro: così possono essere definiti i calendari di oggi. Archiviato il classico calendario su cui un tempo si scrivevano note e appuntamenti – per questi ci sono smartphone e agende su computer – ora i «Cal», come qualcuno li chiama, sono diventati oggetti da ammirare durante l’anno e, successivamente, da collezionare. Naturalmente non stiamo parlando dei calendari da edicola, con attricette o aspiranti tali, nude e in pose che qualcuno vorrebbe definire sexy. Parliamo di quei calendari che, numerati, con una grafica di particolare pregio e presentati in occasioni speciali e comunque su giornali e tivù rappresentano uno status symbol mostrabile senza problemi, almeno se per status symbol intendiamo qualcosa che si possa esibire.

Non si tratta più di casi eccezionali: il video si sta conquistando un posto importante a teatro. L’argomento lo abbiamo già affrontato su od di giugno 2013, ma il fermento di questo inizio di stagione a teatro induce a riprendere il tema. Per il pubblico, che certo in televisione non sta trovando delle proposte di valore culturale, si stanno invece moltiplicando le offerte teatrali. Di ogni genere, peso (e prezzo). E, dal momento che il pubblico da conquistare è quello più giovane, l’utilizzo di mezzi attuali non suona stonato. In particolare quando la storia e la necessità di rendere comprensibili momento e luogo fanno apprezzare il video come strumento ideale.

Una città e la fotografia. Sono molte le considerazioni che suscita Photolux Festival, in programma a Lucca dal 23 novembre al 15 dicembre. E tutte molto attuali. Prima di tutto, naturalmente, si tratta di un festival interamente dedicato alla fotografia e che con questa invade (e pervade) tanti spazi pubblici della città toscana che, proprio quest’anno, anche con questa iniziativa festeggia il 500° anniversario dall’inizio della costruzione delle sue mura. Nate come un’arma di difesa contro una potenziale invasione fiorentina hanno permesso alla città di conservare la sua libertà e di prosperare. Ora sono una importante attrazione turistica. E qui si innesta la seconda considerazione, che chiama in causa turismo ed economia, rafforzati dalla cultura – in questo caso la fotografia - a ennesima smentita di chi sostiene che "con la cultura non si mangia".

Photocall con attori, fotografi protagonisti di film: il rapporto tra cinema e fotografia è sempre stato molto forte. Un tempo i fotogrammi dei film erano usati per la pubblicità all’ingresso delle sale cinematografiche: completavano la locandina e – in nome dell’abusato slogan «una immagine dice più di cento parole» – permettevano agli ignari spettatori di intuire la storia, scoprire l’ambientazione e il cast. Oggi rimangono le locandine, molto amate dai collezionisti. Mentre quei «quadri» sono stati sostituiti dalle gallerie fotografiche che, in Internet all’uscita del film o successivamente in dvd, offrono le stesse possibilità di scoprire il film.

Vacanze e fotografia: il connubio, sempre meno scindibile, si declina in più maniere. Perché, sicuramente, le vacanze sono la miglior occasione di scatti fotografici. Per documentare le vacanze, per condividerle con gli amici attraverso i social network, per riviverle in un secondo tempo, per fare nuove amicizie, complice uno scatto. Anche per arredare la casa con pannelli realizzati con le foto delle proprie vacanze. Ma la vacanza può anche essere occasione per vedere quanto realizzato da altri fotografi, grazie alle varie mostre aperte in molte località. In alcuni casi si tratta di veri e propri festival, come quelli, famosissimi, di Arles e Perpignan in Francia o di più mostre con un comun denominatore come quelle, in Italia, di Corigliano Calabro, Spilimbergo, Treviso.

Foto, video, teatro, cinema, spettacolo più in generale: le contaminazioni sono sempre più frequenti, pur con modalità differenti. Ora, a chiusura di una stagione teatrale, sono leciti alcuni bilanci e relative considerazioni sul tema. Ed è stata una stagione comunque di qualità, anche se influenzata da inevitabili difficoltà economiche. Queste in alcuni casi hanno invogliato a un più massiccio utilizzo di foto e video. In altri casi il loro utilizzo è stato motivato dal desiderio di offrire uno spettacolo multiforme, di esaltare il testo e sottolinearne la sua attualità (ma non solo).

Quattro mostre fotografiche a Milano. Quattro situazioni difficili per motivi differenti. Come differenti sono le sensibilità dei fotografi, autori dei quattro reportage realizzati in epoche diverse tra loro ed esposte a Milano, ma in sedi diverse. A queste quattro mostre è dedicato il taccuino di maggio che, oltre a voler parlare di belle foto, si propone di offrire alcune occasioni di riflessione. Da un lato rende evidente la possibilità che ha la fotografia di far conoscere gente, avvenimenti, situazioni e far riflettere su quanto sta dietro alle foto. Guardando anche un po’ oltre, ciascuna di queste quattro mostre offre spunti di riflessione.

Accessori e gadget al Photoshow 2013 | Osservatorio DigitaleIl Photoshow è anche un'occasione per scoprire una quantità di nuovi prodotti, accessori e gadget di vario genere che rischia di passare inosservato agli occhi del visitatore magari frettoloso e comunque interessato in primis ai più recenti modelli di fotocamere od obiettivi. La nostra Valeria Prina ha indossato i panni dell'esploratrice ed è andata a caccia di qualche chicca nella giungla della stampa e degli accessori: vediamo con cosa ha riempito il suo carniere.

Le donne e la fotografia | Osservatorio DigitaleL’espressione “fotografo donna” ora non si usa più, ma nei Paesi di lingua anglosassone, negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso,  era ricorrente perché si riteneva necessario enfatizzare la partecipazione delle donne al mondo della fotografia. Di fatto però le donne hanno praticato la fotografia fin dagli inizi, soprattutto in Gran Bretagna e nel Nord America.

Una guida al Photofestival è quanto vi offriamo qui in anteprima. La manifestazione coinvolge spazi espositivi privati e pubblici di Milano e dell’hinterland dal 21 marzo al 30 aprile (in qualche caso anche oltre questa data) ed è un completamento del Photoshow, che si svolge dal 22 al 25 marzo alla Fiera Milano City. Si può dunque considerare il "braccio coinvolgente della fotografia", l’aspetto culturale, perché la macchina fotografica è fondamentalmente uno strumento per rimanere in contatto con il mondo. Per vivere in prima persona la cultura e di questa c’è sempre bisogno e desiderio. Chi poi pensa – ogni commento appare superfluo – che la cultura non fa mangiare, con il Photofestival ha una ennesima prova di quanto questa affermazione sia lontana dalla realtà: la manifestazione coinvolge tanti fotografi, gallerie, allestitori, produttori di cornici, per non parlare di chi produce, distribuisce, vende gli strumenti per realizzare quelle foto. E, in più, è "nutrimento" per gli osservatori. Per tutti questi lettori offriamo qui una panoramica – inevitabilmente non completa - di quanto compone la nuova edizione  del Photofestival, curato da Riccardo Costantini, Roberto Mutti, Giovanni Pelloso.

 Il Taccuino di febbraio 2013Con il mese di febbraio si avvicinano settimane che vedranno rinsaldarsi il rapporto (già stretto) esistente tra Milano e la fotografia. Molte saranno le occasioni, a cominciare dalla settimana della moda, che tradizionalmente porta a Milano molti fotografi impegnati a riprendere le sfilate insieme a un gran numero di buyer e giornalisti che, a loro volta, punteranno gli obiettivi su abiti e angoli milanesi. Sarà proprio grazie a tutte queste fotografie che le tendenze di moda verranno scoperte da chi non può vivere l’evento milanese in prima persona. Non meno obiettivi si focalizzeranno sul design che il Salone del Mobile, e soprattutto il Fuorisalone, renderanno Milano protagonista per alcuni giorni riuscendo a coinvolgere angoli, quartieri e strade diverse.

Yves Manciet per la rivista Cannes Nel 2013 cade il quarantennale della morte di Pablo Picasso. Diversi Paesi organizzano mostre per ricordarlo, penso ad esempio al Principato di Monaco che a luglio ospiterà al Grimaldi Forum una grande esposizione con uno sguardo inedito sul legame privilegiato che questo grande artista ebbe con la Costa Azzurra, dove per alcuni anni venne a trascorrere le estati. E “inedito” sembra la parola d’ordine che aleggia intorno al maestro spagnolo: infatti ultimamente è tutto un fiorire di notizie appunto inedite su di lui, non ultime alcune fotografie che lo ritraggono in diversi momenti di relax nei dintorni di Vallauris, il villaggio che aveva scelto per ritemprar lo spirito nei mesi estivi fra il 1920 e i primi anni ’50.

August SanderChi è stato il più grande fotografo del Novecento? A questa domanda non so rispondere, so però che fra i primi dieci c’è sicuramente August Sander. Ho visto di recente alcuni suoi lavori e inizialmente non avevo capito di chi si trattasse: mea culpa, certo, ma la nota di tristezza, nel caso di Sander, non è data tanto dalla mia ignoranza quanto dal fatto che il suo lavoro non fu riconosciuto come meritava mentre lui era in vita.

La tecnologia digitale, talmente proiettata in avanti da rendere vintage anche il passato più recente. Il cinema e la fotografia, discipline che, vantando una storia di tutto rispetto, possono permettersi di digerire qualunque novità tecnica senza rischiare di esserne snaturate. In mezzo tutti noi, sinceri appassionati dell'immagine, interessati a indagare e cogliere le nuove sfumature espressive che le innovazioni di mezzi e linguaggi ci mettono a disposizione. Il taccuino di questo mese, pur prendendo le mosse da occasioni e argomenti differenti, offre due ulteriori testimonianze sull'incontro tra arte, tecnologia e moderne esigenze della comunicazione.

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