Dietro lo scatto

Pechino, Cina

Camilla Ferrari

La prima volta che ho messo piede nel quartiere di Shichahai, a Pechino, era notte. Il lago Houhai, uno dei tre di questa zona, era percepibile soltanto grazie ai riflessi dei lampioni e dei locali che ne costeggiano il perimetro.

Dietro lo scatto

Chinatown, London, UK

Camilla Ferrari

Abbiamo tutti in mente il fumo che esce dai ristoranti, quell'inconfondibile odore che si crea dall'unione del profumo dei cibi e il profumo della città e la frenesia nelle strade a qualsiasi orario del giorno...

Dietro lo scatto

Kyunghyu, Cambogia

Camilla Ferrari

Sono le quattro e mezza di un pomeriggio di novembre, cammino lungo la strada con i sandali impolverati e i miei piedi toccano la ghiaia cambogiana. Mentre le luci del giorno si spengono si accendono quelle delle giostre, dei tappeti elastici e degli autoscontri...

Bruxelles 2016, ©Camilla Ferrari

Dietro lo scatto

Bruxelles, Belgio

Camilla Ferrari

La rubrica Dietro lo scatto compie un anno!
Per questa occasione, ho deciso di parlarvi di una delle situazioni che io amo di più dal punto di vista fotografico: i mezzi pubblici e le stazioni.

Dietro lo scatto

Siem Reap, Cambogia

Camilla Ferrari

Mi piace pensare che, attraverso le mie fotografie, le persone possano rivivere l'atmosfera dei luoghi che sono rappresentati nell'immagine. Che esse siano in grado di raccontare in qualche modo il silenzio, il rumore, l'umidità, il caldo, la pace e il caos.

Camilla Ferrari

Ogni momento è buono per scattare una fotografia. Questa frase, quasi banale da quante volte me la sono sentita ripetere, è in realtà uno dei miei mantra quando si tratta di street photography. Avere sempre la macchina fotografica nella borsa per essere pronti quando il nostro occhio incontra il destino della strada.

Per qualche strano fenomeno psicologico, tenere la macchina nella borsa mi aiuta anche a mantenere uno stato di concentrazione e attenta osservazione di ciò che mi circonda, un po' come un animale affamato in un bosco labirintico...

Camilla Ferrari

In occasione del decimo anniversario di osservatorio digitale ho deciso di esplorare i miei archivi e di tornare un po' indietro nel tempo. Mi sono sentita felicemente nostalgica nello scegliere la fotografia di cui vi parlerò questo mese, ossia uno scatto notturno di Ait-Ben-Haddou in Marocco.

Non sapevo bene che cosa aspettarmi da quel viaggio, non ero mai stata in Marocco e tutto ciò che sapevo era che avrei visitato la parte meridionale della nazione alla scoperta delle Kasbah e di una piccola parte del deserto.

Prima tappa: questa meravigliosa città fortificata, che sorge sul fianco di una collina costeggiata dal fiume Ouarzazate. Ait-Ben-Haddou è un luogo speciale, poiché si trova lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e Marrakech, e questa sua caratteristica ha reso l'atmosfera ancora più esotica di quanto già non fosse.

Camilla FerrariLondra è una delle città più fotografate in assoluto e, come capita spesso viaggiando in queste città, un fotografo si trova a confrontarsi con la tradizione fotografica che lo ha preceduto. Quante migliaia di fotografie sono state scattate nella capitale inglese? Come si fa a restituire un’immagine che non sia già stata scattata?

Camminando. Senza sosta. Occhi bene aperti e macchina fotografica pronta ad affrontare tutto ciò che la strada ci offre quotidianamente.

Oggi ho scelto di parlarvi di una fotografia a me molto cara, perché rappresenta esattamente ciò che la fotografia è, secondo me, per un fotografo: un regalo. La fotografia di cui oggi vi parlerò è stato un regalo della strada.

E dopo due mesi, rieccoci con il nostro appuntamento. Il tempo dedicato alle vacanze è finito, ma è proprio ora che inizia quello da dedicare alle fotografie che abbiamo scattato durante questo periodo.
Nel riguardare le immagini della mia estate, ho deciso di parlarvi di questa fotografia, scattata a Dakar, in Senegal.
È stato un viaggio affascinante per tanti versi, innanzitutto dal punto di vista puramente estetico – i paesaggi sono molto diversi da quelli a cui sono abituata, le persone, i colori sgargianti, le moschee, le palme, la sabbia. Ma è stata un’esperienza forte anche dal punto di vista emotivo, poiché ho potuto apprezzare la diversità culturale di un paese estremamente sfaccettato e poliedrico. La maggior parte della mia permanenza in Senegal è stata dedicata alla scoperta della capitale, Dakar – non solo del suo centro, chiamato Plateau, ma anche e soprattutto delle sue periferie.

Sembra neve... ma non lo è. Non siamo in mezzo ai ghiacci del nord ma a Pamukkale, in Turchia.

I “castelli” bianchi di Pamukkale sono famosi in tutto il mondo proprio grazie al loro colore, dovuto agli spessi strati di calcare e travertino che ricoprono il pendio della montagna.

Il fascino di questo luogo lo porta ad essere estremamente frequentato dai turisti, per questo ho deciso di svegliarmi molto presto e raggiungere gli ingressi prima dell'apertura. Nonostante questo, al mio arrivo un folto gruppo di persone aveva già formato una lunga coda: le premesse sembravano pessime e ho temuto che non sarei riuscita a fotografare il candore e la bellezza di quel luogo, a causa della folla…