Editoriale

Giugno 2018, Anno XII, Numero 5

Ezio Rotamartir

Ci sono momenti bui e ci sono momenti cupi: quello che stiamo attraversando in questo periodo, in questi anni, in quest'epoca è forse la somma di tutti e due. Sono anni oscuri come la notte ma anche cupi, di una tristezza che attanaglia il cuore delle persone comuni e, ancor di più, di coloro che hanno uno spirito artistico, libero, che non conosce barriere o confini...

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Febbraio 2018, Anno XII, Numero 2

Ezio Rotamartir

Nonostante l'aria gelida suggerisca di tenere le mani al caduccio, dentro le tasche o dentro ai guanti, siamo sempre di più quelli che sfidano le basse temperature per il piacere di scattare immagini che, spesso, andranno solo a rimpinguare il disco rigido dedicato o la sempre più "grassa" cartellina di immagini sul nostro computer. Mai una stampa, poche condivisioni: i più attivi di noi pubblicano le foto migliori sui siti specializzati – come Flickr, per intenderci – più che per farle vedere agli altri quasi per una sorta di mossa scaramantica e uno slancio archivistica. Qualsiasi cosa succeda almeno li ce n'è una copia...

Editoriale

Marzo-Aprile 2018, Anno XII, Numero 3

Ezio Rotamartir

Anche se il CIPA ci conferma che il 2018 è partito lento come un vecchio diesel, per quanto riguarda la produzione e la vendita delle fotocamere nel mondo, siamo sempre qui alle prese con la nostra amata passione a guardarci in giro per capire se c'è qualcosa di nuovo e se sarà proprio quello il prodotto che ci farà "svoltare" per la realizzazione di immagini favolose...

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Maggio 2018, Anno XII, Numero 4

Ezio Rotamartir

Le medaglie da appuntare sul petto andrebbero conquistate sul campo, non acquistate al negozio di trofei: questo dovrebbe valere per tutte le attività, eccezion fatta per la politica che ci ha invece abituato a modelli di "homo inferior" campioni nell'autoincensarsi e promuoversi. Nel mondo dell'editoria - di settore e non - la musica non cambia, tutto il mondo è paese si dice, e le poche virtù, laddove non esistono, si comprano proprio per essere mostrate...

Editoriale

Gennaio 2018, Anno XII, Numero 1

Ezio Rotamartir

Ci lamentiamo spesso che in televisione, soprattutto nei canali generalisti, imperversano immagini di violenza assoluta che tendono solo a fomentarne altra oppure ad accrescere e alimentare il senso di voyeurismo latente che c'è in tutti noi: ma è davvero questo il mondo in cui viviamo? Apparentemente sembrerebbe proprio di sì, stando anche alla mostra itinerante del World Press Photo, in queste settimane al Forte di Bard in Valle d'Aosta, dove tutte le immagini rappresentano scene molto crude, di una realtà che ci tocca profondamente dentro, ma che spesso rasentano l'ideologia splatter. Un'immagine, si sa, vale più di mille parole...

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Novembre 2017, Anno XI, Numero 9

Ezio Rotamartir

Eccoci di nuovo insieme per parlare di un pilastro fondamentale della fotografia: la passione. Come sottolineiamo da sempre, per ottenere buoni e ottimi risultati con la fotografia è indispensabile che alla base di tutto ci sia una grande passione per l'osservazione del mondo, una grande voglia di impegnarsi a studiare i particolari e spendere tanto tempo per imparare, migliorarsi. Spesso tra i commenti di chi guarda una splendida immagine a una mostra sento dire che molto fa l'attrezzatura, il luogo della ripresa, la possibilità del fotografo di trovarsi li in quel momento: tutto vero ma non essenziale per realizzare buone fotografie. Molti di noi posti esattamente nelle condizioni di quel fotografo potrebbero, eventualmente, portare a casa qualche scatto sufficiente, guardabile sì ma difficilmente apprezzabile come capolavoro.

Editoriale

Ottobre 2017, Anno XI, Numero 8

Ezio Rotamartir

Quando meno te lo aspetti accade qualcosa che ti fa capire che il mercato è ancora vivo, spesso sonnecchiante, ma pronto a regalarti nuove emozioni sotto forma di prodotti oppure attraverso scelte che, di colpo, sembrano attirare l'attenzione di tutti.

Editoriale

Luglio/Agosto 2017, Anno XI, Numero 6

Ezio Rotamartir

È arrivato di nuovo il momento di pensare seriamente alle vacanze con l'opportunità di poterci dedicare, finalmente e come sempre, a pieno alla nostra amata fotografia. Ma sorge spontaneo un dubbio: avremo imparato davvero tutto quello che abbiamo letto e studiato nei mesi passati così da tornare dalle vacanze con un bagaglio di fotografie incredibili? Probabilmente no. Vediamo di capire il perché.

Editoriale

Settembre 2017, Anno XI, Numero 7

Ezio Rotamartir

Al rientro dalla pausa estiva ci attendono moltissime novità a partire da nuovi modelli di fotocamere fino a "prestigiosi" riconoscimenti EISA per arrivare a tutta una serie di eventi che ci accompagneranno nei prossimi mesi: primo fra tutti il premio con conseguente mostra e prezioso catalogo del World Photography Awards 2017.

Editoriale

Maggio 2017, Anno XI, Numero 4

Ezio Rotamartir

Ci sono vari modi di intendere la fotografia e, questo, è un dato oggettivo tuttavia ci sono interpretazioni che, tolte dal loro contesto, fanno balzare sulla sedia. È il caso di un'affermazione di Settimio Benedusi, noto e conosciutissimo fotografo professionista che sostiene la fotografia sia reale solo quando trovi un pagamento al termine del suo processo di vita...

Editoriale

Aprile 2017, Anno XI, Numero 3

Ezio Rotamartir

Bentrovati a questo nuovo numero di osservatoriodigitale! Direi che è proprio il caso di usare la parola nuovo proprio perché, come avrete notato sin dall'apertura della nuova homepage, la struttura del nostro mensile è completamente cambiata e rinnovata. Ci abbiamo lavorato tanto ma ora siamo felici di potervi offrire la solita qualità del nostro prodotto editoriale in una veste che è al passo con i tempi e che ci permetterà di offrirvi sempre nuove soluzioni visive a proposito della nostra passione comune: la fotografia.

Editoriale

Marzo 2017, Anno XI, Numero 2

Ezio Rotamartir

 

©Eolo Perfido 2017

Eccoci di nuovo.
Questo numero non ne voleva proprio sapere di uscire ma, nonostante quasi tutto si sia messo di traverso eccoci qua, con le nostre notizie sulla fotografia e la grande voglia di ritornare da voi. Stiamo lavorando duro per portare alla luce un progetto che ci sta molto a cuore e che speriamo davvero di realizzare entro breve tempo: sarebbe un ottimo regalo per tutti voi ma, permettetecelo, anche tutti noi che osservatoriodigitale lo accudiamo e lo facciamo crescere ormai da undici anni.

Raining Stars With A Splash Of Satellite – ©Terry Marshall 2016

Ecco archiviato anche il decimo anniversario di osservatoriodigitale. Adesso ci dobbiamo concentrare ancora di più per raggiungere nuovi obiettivi e, il primo, già lo vedrete con il numero di Febbraio 2017. Non vi anticipo nulla perché la sorpresa sarà grande e, lo speriamo tutti qui in redazione, davvero gradita: infatti se ne parlerà pubblicamente solo a cose fatte, so che non ce ne vorrete. E poi come potreste, dopo un decennio insieme, dieci anni passati a parlare di fotografia sotto ogni aspetto, dal tecnico al tecnologico, dal culturale al culto vero e proprio, senza tralasciare indagini e ricerche di mercato che hanno interessato molto anche gli addetti ai lavori, intesi come operatori del settore?

Forse non è il caso di continuare a lamentarsi come molti fanno dalle pagine dei social o dai trade magazine dove tutto quello che riescono a fare è invocare margini più alti sui prodotti venduti oppure dare la colpa a internet (e ai suoi mezzi) di ogni nefandezza stia accadendo. Non voglio fare di tutta un'erba un fascio, come si suol dire, ma qualcuno di voi è stato recentemente in un negozio di fotografia (laddove lo abbia trovato)? E quale è stata la reazione?

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Amici e lettori di osservatoriodigitale eccoci giunti al numero che ci porta direttamente ai festeggiamenti del decimo anniversario della nostra pubblicazione. È un numero che in qualche modo anticipa i festeggiamenti regalandovi alcune rubriche in versione "estesa", proprio in virtù dell'atmosfera festosa che si respira qui in redazione.

Dopo la sbornia del Photokina (che abbiamo anche ricordato ampiamente nella recente puntata del nostro podcast od2go) siamo qui a parlare della nostra amata arte visiva che tanto fa parlare e scrivere (mai come) in questi anni. Tra manifestazioni che si susseguono ricordiamo che novembre è il mese di Paris Photo, la mostra mercato più famosa in Europa, che propone il lavoro di tanti editori e fotografi, come fosse una sorta di riassunto dell'anno che sta volgendo al termine. Sì, sembra ieri che stavamo brindando al nuovo anno e ora siamo di nuovo alle prese con i consuntivi e l'incombente stagione delle feste di fine anno.

Ma bando ai sentimentalismi e alle pulsioni interiori che ci spingono a fare acquisti, spesso inutili, e voglio ricordare che questo mese, il 19 per la precisione, si terrà la prima passeggiata fotografica in giro per Milano organizzata da od: i posti disponibili sono andati esauriti in fretta e questo, oltre a confortarci a proposito dell'attenzione che ci riservate, ci ha spinto a preparare un calendario di eventi simili da proporvi nell'anno a venire (non è da escludere che ce ne sia un'altra prima della fine dell'anno, quasi a sorpresa...). A zonzo col direttore vuole essere un momento di incontro nel massimo relax, un'occasione che vede un gruppo di appassionati – ma non ossessionati – di fotografia trascorrere qualche ora insieme guardandosi in giro, chiacchierando e scambiandosi idee e punti di vista: certo ci sarà anche qualche sorpresa ma ne parleremo a cose fatte.

Photokina 2016 Koelnmesse ©Giorgio Di Maio

Il mese che si è appena chiuso è stato ricco di novità e occasioni di incontro con la Fotografia, quella con l'iniziale maiuscola, ma anche latore di notizie che ci aiutano a definire la pochezza del genere umano. Settembre è il momento in cui l'estate (e il momento di vacanza) è ancora nei nostri occhi e nella voglia giocosa di fare fotografia attiva miscelata e confusa dentro la necessità di ritornare ai ritmi preordinati e ripetitivi della quotidianità. Ogni due anni c'è la variante tedesca, non quella di Lunenburg ma quella più reale di Colonia e della sua Photokina, la grande mostra fotografica che dal 1950 attira a sé gli appassionati e i professionisti di questa novella arte visiva. Anche questa edizione, la trentaquattresima, ci ha regalato molte novità, delle quali abbiamo già parlato ampiamente sulle pagine di Fotoguida.it e sui nostri social, e molte emozioni: le rivivremo insieme nell'ampio servizio che le abbiamo dedicato in questo numero.

Quello che ha colpito di questa edizione è stato lo spazio che gli organizzatori hanno voluto dedicare alla visione delle fotografie: c'era una galleria di immagini (sponsorizzata da Leica) e un padiglione dedicato al tema della ripresa, fotografica e video, con tanto di arena centrale per le conferenze, spazi di confronto diretto e, altri, dedicati alla lettura del portfolio dei visitatori. A svolgere questa ultima azione vi erano dei fotografi professionisti di caratura internazionale e di specchiata professionalità insieme a critici fotografici e di arte dalla brillante e luminosa carriera.

Finite le vacanze siamo in procinto di visitare l'evento fotografico dell'anno, almeno dal punto di vista commerciale e di mercato: Photokina 2016. Teoricamente si tratta di una delle manifestazioni fieristiche più grandi e famose del mondo anche se, in effetti, rappresenta un vero e proprio happening di fotografia entro il quale vi sono, oltre agli stand veri e propri, dimostrazioni, show e prove pratiche di tutto quanto concerne la fotografia nel senso più proprio del termine. Ne saprete di più visitando Fotoguida.it per una serie di aggiornamenti quotidiani e, come di consuetudine, nel prossimo numero di osservatoriodigitale.

Il mese scorso abbiamo parlato di fotografia come fonte di ricordo per un tempo futuro, una manifestazione senza tempo di qualcosa che è passato e che può procurare piacere a chi, magari all'improvviso, si ritrova tra le mani il fermo immagine di un pezzo di vita ormai andato. Si aprono due strade a tal proposito: una quella relativa alla stampa di uno scatto fotografico e, la seconda, relativa alla volontà di chi ha scattato di riprendere davvero un pezzo di vita da mandare ai posteri. Oggi non  è quasi più così, tuttavia; oggi si scatta spesso con lo smartphone e le immagini (nella stragrande maggioranza "selfie") vivono giusto il tempo della pubblicazione su qualche social per poi venire dimenticati come tutti gli altri. Un'ottima analisi di questo comportamento la fa roberto Cotroneo nel suo saggio sulla fotografia del quale abbiamo parlato qualche tempo fa nella rubrica Libri, e, per la precisione, si tratta de "Lo sguardo rovesciato" che analizza proprio l'uso (meglio il disuso) smodato che si fa della fotografia usa e getta, quella che rivela forse una nuova patologia, quella dell'auto gratificazione, in via di rapida diffusione. Uno studio recente ha rivelato che oggi scattiamo ogni due minuti tante fotografie quante ne furono state scattate in tutto l'Ottocento. Impressionante se ci si ferma a pensarci. Tutto questo sembrerebbe proprio a fare a pugni con l'invito che lo scorso mese vi esortava, da queste righe, a fare più fotografie: ecco la risposta al quesito sta proprio in quest'ultima parola – fotografia – che oggi viene confusa e identificata con lo scatto veloce e senz'anima del file generato col telefono. Dove saranno quei file tra vent'anni o, forse, anche solo tra cinque? Persi in qualche backup (forse) magari in un formato illeggibile o deteriorato tra il passaggio da un computer all'altro o, addirittura, perduti per sempre.

Lighthouse Sunset©Trey_Ratcliff_StuckInCustoms-dot-com

Qualcuno ha detto che la fotografia è la miglior cura per la cattiva memoria: come dargli torto e allora mettiamoci al lavoro. Ne converrete tutti che, quando ci capita di guardare una fotografia anche semplice, a volte addirittura banale, di quelle che tuttavia ci riguardano intimamente, la nostra mente ricarica all'istante una serie di emozioni, di ricordi, qualcuno sostiene addirittura di rumori e odori, tutto ciò che riguarda quell'istante. Io mi immagino come possa essere la forza prodotta da certe fotografie quando vengono viste dopo alcuni decenni, immagini che riportano chi le guarda a un'epoca remota, magari della fanciullezza, un periodo che si tende a scordare per primo quando ci si avvia e ci si addentra nei luoghi della vita "da grande". È per questo e per altri infiniti motivi che vale la pena di fotografare e di farlo anche per riprendere soggetti che possono sembrare inflazionati, inutili o addirittura leziosi ma che un domani potrebbero rivelarsi fonte di gioie di enorme portata.
A mio avviso non è necessario essere per forza bravi come Trey Ratcliff, ad esempio, l'autore della nostra foto di copertina che ha girato il mondo fotografando e insegnando a molti l'arte della fotografia ad alta gamma dinamica, per divertirsi (oggi) a fare fotografie che avranno una valenza emotiva molto alta (domani).

Schermitrici - ©Luca Masarà 2016

Eccoci di nuovo a voi con questo nuovo sfavillante numero di osservatoriodigitale di maggio, un numero che ci farà viaggiare come sempre da una parte all'altra del mondo facendoci scoprire spazi e luoghi della fotografia che, spesso però, sono proprio dietro l'angolo di casa. È buona regola cercare di guardare sempre con attenzione tutto ciò che sta intorno a noi, ce lo ribadisce continuamente Giorgio Di Maio, sempre alla ricerca di quell'armonia nascosta che spesso, appunto, si cela sotto ai nostri occhi ma resta al di fuori della portata dei nostri... obiettivi. Obiettivi anche nel senso di traguardi che ci si vuole porre e che sono alla base della crescita di ognuno, sia essa intellettuale, spirituale o, pragmaticamente, solo professionale. La ricerca del meglio e della perfezione è sempre stata la spinta propulsiva che ha portato Luca Masarà, fotografo di moda e non solo, apprezzato in tutto il mondo, a trovare la sua strada e ad affermarsi nel mondo del professionismo: un esempio per tutti, protagonista del profilo di questo mese e autore della foto di copertina.

Flying Over – ©2016 Ezio Rotamartir – Tutti i diritti riservati

Quando si avvicina il momento di confezionare un nuovo numero di od c'è sempre qualcosa che riesce a sorprendermi, anche dopo dieci anni. Che cos'è? È difficile da dire perché può essere un'immagine oppure un semplice scritto o, addirittura, una frase contenuta in uno degli articoli che stiamo per inserire nel sommario. Dicono che chi si loda, solitamente, finisce per trovarsi a nuotare in acque torbide ma in questo caso io voglio lodare il lavoro che tutti i collaboratori del nostro giornale fanno quotidianamente al fine di portare ai nostri lettori sempre qualcosa che valga la pena di leggere, per il quale si possa spendere del tempo in modo costruttivo, che alla fine lasci una sensazione di piacere e di soddisfazione: può sembrare facile ma non è assolutamente così.

Facile è prendere parte a quello che gli americani chiamano bandwagon, il carrozzone che porta in giro uno spettacolo che, spesso, non ha più molto da dire, da raccontare, quello spettacolo conosciuto ma nel quale tutto è già visto e sentito. Facile è unirsi al carro delle vocianti offerte promozionali che spingono tanta stampa a trasformare i propri giornali in organi di mercato mascherati, tristi eco commerciali che sussurrano alle orecchie dei lettori che cosa preferire, una voce (pseudo) interiore che induce a credere che cosa sia giusto e che cosa no.