Giugno è arrivato, l'estate è alle porte, e nella mia mente ripenso ai viaggi dello scorso anno... In questa puntata di Dietro lo scatto ho deciso di parlarvi di una fotografia che ho scattato in una regione italiana meravigliosa: la Puglia.
Quando si fotografano luoghi vicini alla propria cultura, a partire dalla propria città ma anche il proprio paese, può essere difficile trovare l'ispirazione giusta poiché gli occhi sono già allenati a vedere quei paesaggi, quei visi, a sentire quei suoni e quegli odori. Per questo, nel prepararmi al mio viaggio nel Sud Italia, ho deciso mentalmente di sforzarmi e fare tabula rasa di tutte le mie immagini mentali, così da poter vedere quei luoghi con occhi nuovi, con occhi di un bambino.

Camilla FerrariLo scorso mese abbiamo parlato della Cambogia, dei suoi tramonti e della sua calda e afosa capitale. Oggi il nostro viaggio ci porta dall’altra parte del mondo, e dall’altra parte della scala Celsius: ci troviamo in Islanda, la terra delle rocce vulcaniche, delle cascate e dei deserti glaciali.

Come tutti sappiamo, l’Islanda scatena un certo fascino in molti fotografi, grazie alla maestosità dei suoi paesaggi lunari e delle atmosfere estremamente suggestive, che permettono di realizzare scatti molto interessanti. Ma c’è una parte di quest’isola meno frequentata, immersa in chilometri di deserto roccioso ricoperto di lava - per un attimo mi è sembrato di essere parte del set del Signore degli Anelli, e non mi sarebbe sembrato strano incontrare qualche creatura demoniaca proveniente da Mordor…

Camilla Ferrari per Osservatorio DigitaleIl nostro viaggio parte da molto lontano, a quasi diecimila chilometri dall’Italia: Phnom Penh, la grande capitale cambogiana. Dopo giorni passati nei villaggi della campagna immersi nella natura, risuonavano ancora nelle mie orecchie le risate dei bambini e l'abbaiare dei cani randagi, che correvano nel fango e nella polvere della strada. Phnom Penh non era nulla di tutto questo: in quel momento la capitale era, per me, profondo caos, disordine, afa e profumi forti. Era l'urlare dei venditori ambulanti e il vociare dei turisti confusi sulla direzione da prendere, era l’urlo dei clacson delle macchine e lo sfrecciare dei motorini.

Camilla FerrariNon so voi, ma ogni volta che mi capita di guardare le immagini dei più grandi fotografi – e capita spesso – mi chiedo sempre a che cosa stessero pensando nel momento dello scatto, quali suoni li stessero accompagnando e quali odori stessero riempiendo le loro narici. Erano capitati nella via di quel piccolo paese in mezzo alla campagna per caso, o l'avevano cercata? Conoscevano quell'uomo o quella donna in posa per loro? Per quanto tempo sono stati fermi a osservare il movimento delle persone, prima di catturare il momento perfetto? Ma, soprattutto, perché hanno deciso di scattare quella fotografia?