Taccuino

Scoperte fotografiche

Valeria Prina

Dieci anni fa chiudeva l’Expo di Milano dove, tra un centinaio di giorni, si inaugurano le Olimpiadi invernali. Due occasioni importanti per il capoluogo lombardo per evidenziarne le attrattive, oltre moda, design, affari. Anche occasione per tante foto, esattamente come era stato con l’Expo e in tutti gli anni successivi.

Dieci anni. Il 31 ottobre 2015 chiudeva a Milano l’Expo. Erano stati sei mesi di grandi scoperte, incontri, anche occasioni di foto di ogni genere, dalla architettura differenziata per ogni padiglione, fino agli elementi da scoprire all’interno di questi. Con contorno di ritratti e piatti di cucine totalmente differenti. Sono tutte occasioni che i nostri lettori hanno potuto scoprire in quei mesi del 2015 attraverso i tanti servizi giornalistici scritti da chi redige anche queste note e pubblicati in quei mesi. Per Milano è stata la spinta a far conoscere una città che ha molto da offrire a chi viene da lontano, non solo in termini di moda, design, affari in generale. Altrettante occasioni fotografiche, in un momento in cui c’è una particolare attenzione a soggetti fotogenici.

Ora questo può ripetersi con le Olimpiadi invernali, fin dalla Cerimonia di inaugurazione il 6 febbraio 2026 curata da Marco Balich con il suo studio, lo stesso che aveva ideato e realizzato l’Albero della vita all’Expo. La sua accensione, piena di colori in tante varianti, accompagnata dalla musica, aveva emozionato un gran numero di spettatori ogni giorno in quei sei mesi del 2015. È uno dei momenti che, anche a distanza di 10 anni, è rimasto nei ricordi, immortalato in un numero infinito di foto. Qui ve ne proponiamo una e altre due in home page, insieme ad altre quattro foto in grado di rievocare diverse situazioni all’Expo.

1 - L’Albero della Vita e gli alberi. Fotografato acceso con il continuo variare di colori o in attesa di illuminarsi immerso tra gli alberi, l’Albero della Vita è stato sicuramente il soggetto più fotografato durante l’Expo. 

2 - L’architettura dei padiglioni ha sicuramente attirato molti obiettivi. Chi voleva delle foto uniche, con possibilità di riprese da punti differenti ha sicuramente potuto riprendere molte foto, perché ogni Paese aveva una proposta differente, realizzata con materiali compreso il legno e con tecnologie diverse.

3 – Natura, non solo architettura. L’architettura dei padiglioni era sicuramente uno degli elementi di attrazione. Ma certo non l’unico, perché ogni Paese aveva dimostrato un’attenzione alla natura offrendo la possibilità di scoprire quanto piante e fiori possano essere diversi secondo le latitudini. All’Expo le palme convivevano con il verde verticale, proposto da due Paesi differenti. In un altro caso, come in una serra, si è potuto vedere la crescita di piante e alberi durante i sei mesi.

4 - La gastronomia era un altro degli elementi che si poteva scoprire nei differenti padiglioni. Occasioni per soddisfare il palato, assaggiando sapori diversi da quelli abituali, ma anche preparazioni particolarmente curate con l’utilizzo di alimenti conosciuti o del tutto imprevedibili. E ciascun piatto è stato occasione di foto insolite.

5 – Intorno. Visto dall’alto lo spazio dell’Expo aveva l’aspetto di una penisola, con l’acqua intorno e gradinate dove potersi riposare ammirando elementi naturali. I sei mesi di manifestazione sono stati anche occasione per incontrare culture diverse, oltre che concedersi delle pause rilassanti o elettrizzanti.

 

Fotografie di Valeria Prina

Data di pubblicazione: ottobre-dicembre 2025
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