Taccuino

Mondi che la fotografia lascia scoprire

Valeria Prina

Qui vi proponiamo delle mostre che consentono incontri con mondi raccontati attraverso la fotocamera in modo non tradizionali. E alla fine anche due scoperte molto diverse.

Più mondi raccontati attraverso la fotografia sono protagonisti delle mostre che ci accompagnano in questi mesi estivi. Ci sono anche dei fil rouge che le legano, perché sono foto selezionate tra le tante realizzate durante 40-50 anni di attività. E c’è anche un altro insolito sottile fil rouge, perché gli artisti in questione, con una sola eccezione, hanno nome che inizia per A.

Tutte queste mostre rappresentano delle scoperte. Si scopre una India lontana da rotte turistiche, con incontri che le guide non prevedono, attraverso la mostra di Angelo Redaelli esposta a Castel Belasi in Val di Non, in Trentino.

Un mondo quotidiano affiora dalle foto di Ila Bêka, presentate a Trieste. La mostra Fotoni esposta al Magazzino delle Idee punta l’attenzione su particolari, su momenti irripetibili, su fatti minimi.

Il mondo raccontato da Aurelio Amendola con la straordinaria mostra a Palazzo Reale a Milano è invece solo apparentemente ben noto. Perché il Duomo di Milano lo si vede sotto una luce decisamente nuova: particolari, guglie inavvicinabili, sculture che solo uno sguardo particolarmente attento permette di cogliere in tutta la loro bellezza. E altri marmi di scultori famosissimi appaiono, come altrimenti passano inosservati e la luce li rende vivi.

La quarta è sicuramente una sorpresa: una sola foto, che ha però un significato profondo. Perché la foto è stata realizzata alla grande mostra di Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d’Italia Milano. La foto ha come soggetto la Lettera in bronzo di Arnaldo Pomodoro a Ugo Mulas. Con questa, oltre al rapporto di amicizia, l’artista sottolinea quanto il fotografo con il suo lavoro ha collaborato a far conoscere a un ampio pubblico le opere di Pomodoro. È un altro modo per far scoprire un mondo, quello del fotografo Ugo Mulas, che Pomodoro stesso omaggia.

Infine una possibilità di fotografare un mondo davvero unico. In questo caso è il visitatore che può affrontare fotograficamente un mondo tutto da scoprire. Lo permette Jurassic World: The Experience, che a MilanoSesto garantisce esperienze ravvicinate, da documentare fotograficamente, con Brachiosaurus, Velociraptor, T-Rex. Non sono proiezioni: si muovono, ma non si sottraggono alle foto.
Le mostre sono tutte esposte in questi mesi estivi e riservano grandi sorprese.


1 - L’India di Angelo Redaelli a Castel Belasi in Val di Non. Non è l’India turistica, quella che ci racconta Angelo Redaelli con la mostra Ritmi interiori, esposta a Castel Belasi fino al 25 ottobre 2026. Con sottotitolo India, dove i corpi toccano il suolo, «le oltre settanta fotografie realizzate in India nell’arco di più di cinquant’anni restituiscono un mondo in cui il rapporto tra corpo e suolo conserva una dimensione immediata e quotidiana», commenta Stefano Cagol, direttore artistico di Castel Belasi, dove è esposta la mostra. «Quel che più mi sorprende e mi affascina sempre – dice ora Angelo Redaelli – è la “diversità” costituita da contrasti, antico e moderno, miseria e lusso, ascetismo e sensualità, divinità e riti, ordine e trascuratezza».


2 - Fotoni di Ila Bêka a Trieste. La personale di Ila Bêka (all’anagrafe Filippo Clericuzio) è esposta fino all’11 ottobre 2026 al Magazzino delle Idee di Trieste. Le oltre 300 fotografie selezionate da Barbara Casavecchia tra le circa 300.000 immagini realizzate in quattro decenni risentono della passione di Ila Bêka per la meccanica quantistica. Il titolo della mostra, Fotoni, ha anche un significato ironico, perché molte delle immagini esposte a grandi dimensioni sono state invece catturate con lo smartphone.


3 - L’architettura di Aurelio Amendola a Milano. Con 85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, l’affascinante mostra è esposta a Milano fino al 6 settembre. Il sottotitolo già lascia intuire che cosa si può vedere nelle sale di Palazzo Reale: Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo. Dopo una prima sezione con soggetto alcuni artisti al lavoro, la sala dedicata al Duomo di Milano sorprende e incanta. Le immagini di Aurelio Amendola permettono di scoprire le guglie del Duomo come difficilmente è possibile vederle: giochi di luci, riprese ravvicinate offrono visioni inattese. Ugualmente tutte da scoprire sono le successive immagini dedicate ad alcuni capolavori del Rinascimento: sono close up che esaltano particolari di opere molto note, altrimenti destinati a sfuggire. Così le dita sembrano affondare davvero nel braccio e il marmo scolpito da Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova e Michelangelo Buonarroti diventa materia viva. Ricorda Domenico Piraina Direttore del Palazzo Reale di Milano: «Amendola stesso racconta come, nel corso della sua ormai sessantennale carriera, non abbia fatto altro se non seguire due consigli ricevuti, agli esordi del suo impegno fotografico, da quel magnifico e raffinatissimo scultore, pistoiese come il Nostro, che fu Marino Marini: fai “parlare” le sculture con la luce e fai vedere alla gente quello che non vede».


4 - Pomodoro e la sua lettera a Ugo Mulas. All’interno della spettacolare fantastica mostra Arnaldo Pomodoro. Una vita alle Gallerie d’Italia a Milano fino al 18 ottobre 2026 c’è un’opera destinata a sorprendere, perché coinvolge il grande artista e il fotografo che ha collaborato a renderne popolari le opere. È una insolita Lettera in bronzo, come l’autore stesso l’ha denominata, indirizzata a uno dei suoi amici. È per Ugo Mulas, che aveva fotografato le sue opere, permettendone una più facile scoperta a un ampio pubblico. 


5- Dopo tante mostre da scoprire, tante riflessioni suscitate, l’ultima proposta è per il visitatore, che con fotocamera o smartphone può realizzare delle foto con soggetti non comuni. A Jurassic World: The Experience a MilanoSesto ci si sente immersi nel mondo immaginato da Spielberg e prima di lui da Michael Crichton, autore del romanzo. Grazie a fantastiche tecnologie animatroniche i dinosauri, erbivori e carnivori, si muovono, sembrano vivi e possono essere fotografati.
 

Data di pubblicazione: luglio-settembre 2026
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