Editoriale

Ottobre - Dicembre 2025, Anno XIX, N. 127

Ezio Rotamartir

Si avvicina di nuovo la fine dell'anno, un anno che – fotograficamente parlando – non ha dato grandi motivi di gioire, anzi direi il contrario: dal punto di vista commerciale non abbiamo visto prodotti così incredibili da farci urlare di gioia mentre dal lato umano ci sono stati alcuni eventi, a dir poco, nefasti...

The road to Hana Bay, Maui, HI per osservatoriodigitale n.o 126

Sono due gli eventi che ci hanno lasciato senza parole negli ultimi tempi: la scomparsa di un grandissimo fotografo e ersonaggio del nostro mondo, Gianni Berebgo Gardin, e di un giornalista e critico decisamente noto, Maurizio Rebuzzini. Mentre il primo se n'è andato con la sua espressione di uomo buono e di grande conoscitore della fotografia – non dimentichiamo che fu l'unico artista italiano a diventare amico dell'altro grandissimo Cartier-Bresson – sempre con il suo sorriso, la sua pacatezza e la sua immancabile Leica con cui coglieva attimi di vita che molti altri guardavano scorrere davanti agli occhi senza coglierne l'essenza.

Rebuzzini invece, con il suo aspetto burbero ma sempre pronto a partecipare a eventi e dibattiti, con la sua mente reattiva e il suo carattere schietto, è stato un protagonista assoluto del mondo critico fotografico ma che è assurto addirittura al mondo della cronaca nera nel giorno della sua scomparsa. Trovato senza vita dal figlio sul ballatoio davanti al suo studio, sul corpo sono state rinvenute tracce di un possibile atto violento, sul quale c'è un'inchiesta tuttora aperta niente meno che poer omicidio. Noi non possiamo fare altro che esprimere le nostra condoglianze alle famiglie dei due "grandi" che sicuramente ci mancheranno nel prossimo futuro. Berengo Gardin lascia in eredità migliaia di preziosissimi scatti e un numero significativo di pubblicazioni. Di Maurizio Rebuzzini restano fiumi di inchiostro che ha scritto nel corso della sua lunga carriera, che ci hanno accompagnato e aiutato a comprendere molte delle nuove tendenze del mondo della fotografia.

Tornando alle conclusioni da trarre su questo 2025 c'è poco da dire oltre a quello che abbiamo già detto nell'introduzione: un anno come tanti dove si sono avvicendate diverse figure a capo di aziende italiane, rimescolamenti tra gli operatori del settore con i consueti "cambi di casacca" da parte di alcuni di loro, passati da un marchio all'altro e sempre un minor coinvolgimento dei professionisti della parola per quanto riguarda i lanci delle novità (in verità davvero poche) a favore, neanche a dirlo, dei campioni di social. Vabbè è il mondo che va così...

Tuttavia non è il caso di disperare perché i segnali di mercato a livello mondiale, almeno secondo i dati CIPA, sono di segno positivo, a indicare che sta di nuovo crescendo l'interesse del pubblico verso le fotocamere vere a discapito degli smartphone.

Ne sapremo di più nel 2026, anno al quale vi rimandiamo per il prossimo numero che vedrà l'ingresso nel ventesimo anno di pubblicazione di osservatoriodigitale.

Arrivederci e buona lettura,

Ezio Rotamartir

 

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