Editoriale
Luglio - Settembre 2025, Anno XIX, N. 126
Ezio Rotamartir
Nuovo numero estivo di osservatoriodigitale carico di belle novità, soprattutto di prodotto. Si parla, infatti, di una nuova fotocamera a ottica fissa ma con un sensore medio-formato da oltre 100 megapixel e di una app che sembrerebbe a dir poco prodigiosa. Anche la rubrica dei libri è in formato XL proprio per darvi l'opportunità di leggere molto durante questo periodo di vacanza...

Carissimi appassionati e professionisti della fotografia quest'estate vi mandiamo in vacanza con un numero ricco di novità ma, soprattutto, avrete da leggere a proposito di due prodotti davvero interessanti.
Il primo è una nuova fotocamera dotata di un sensore medio formato da 102 megapixel, in un corpo (relativamente) compatto e con un'ottica fissa da 35mm (equivalente a un 28mm nel mondo dei sensori 24x36): la nuova, è sul mercato da Aprile, GFX 100RF di Fujifilm. Il secondo è invece un'app che si propone come una vera "game changer" e arriva, niente meno, che da Adobe: si chiama Project Indigo e promette di sconvolgere il modo in cui siamo abituati a pensare alla fotografia fatta con gli smartphone.
Da quando sono apparsi sul mercato i telefoni cellulari in grado di fare fotografie di una certa qualità si è aperta una diatriba tra i fotografi amatoriali e non sulla qualità delle immagini prodotte con gli smartphone. Agli inizi non c'era proprio paragone tra le fotografie così realizzate e quelle catturate con una fotocamera ma, in seguito, la discussione si è fatta più accesa.
Da una parte c'erano, e ci sono ancora, i difensori della qualità, coloro che si battono per l'utilizzo delle fotocamere come unico strumento valido per ottenere immagini di qualità mentre dall'altra si è subito formata una nutrita schiera di coloro i quali sostenevano, e lo fanno ancora oggi, la bellezza delle immagini da smartphone coniugata alla portabilità dello strumento per realizzarle.
Indubbio che oggigiorno il telefono è perennemente presente nelle nostre tasche e nelle nostre mani offrendoci la possibilità di immortalare qualsiasi momento con una facilità incredibile con la possibilità di condividere "al volo" tutto ciò che abbiamo catturato. C'è da dire che i produttori di fotocamere si sono ingegnati a loro volta realizzando app dedicate che permettono di sfruttare la connettività del telefono per condividere le immagini realizzate con le loro fotocamere: ma il problema dell'ingmbro resta...
Allora ecco giungere un grido dal leto dei puristi: le foto realizzate col telefono appaiono sempre un po' (a volte anche troppo) finte, poiché sono frutto di forti elaborazioni da parte del processore d'immagine all'interno dello smartphone, senza parlare di tutte le app che servono a modificare (e a volte a stravolgere) le immagini prima che queste vengano cpndivise e pubblicate sui social. A questa critica c'è davvero poco da aggiungere perché si tratta della realtà dei fatti: ogni giorno vediamo foto che sembrano realizzate a tavolino tanto sono state modificate ed elaborate. D'altra parte c'è da dire che ormai l'occhio generale si è abituato a quel tipo di immagine al punto che una fotografia originale scattata con una fotocamera di qualità sembra semplice e slavata, poco carica di colore e contrasto.
Il colosso del software Adobe a questo punto ha deciso di entrare nell'agone delle app con il progetto di cui parliamo questo mese nell'apposita rubrica: project Indigo, un'app che promette quasi miracoli, basando l'elaborazione delle immagini catturate su paradigmi che sono appartenuti finora solo al mondo del'elaborazione professionale, al punto da garantire un risultato strabiliante.
Le foto che hanno mostrato alla conferenza stampa non lasciano dubbi ma, come al solito, tra il dire e il fare... Staremo a vedere che cosa succede ma, nel frattempo, provate a scaricarla e a utilizzarla, almeno fino a quando resta gratuita!
Quindi non ci resta che augurarvi buona estate che vi porti a scattare delle ottime foto, sia che utilizziate uno smartphone sia la vostra amata fotocamera.
Alla prossima,
Ezio Rotamartir
