
On parle de mode
Christa Paffgen
Fabrizia Rossetti Carenzio
Quanti di voi riconoscono la giovane donna bionda al centro dello scatto di Hervé Gloaguen, fotografo francese che scattò questa foto nel 1967, rendendosi testimone storico non solo degli anni ’60 del secolo scorso ma immortalando una delle donne che segneranno quest’epoca.
Ovvero colei che passerà alla storia come Nico dei Velvet Underground!

La vita di Nico è sempre stata circondata da un’aura di mistero, a partire dalla sua nascita, le date infatti sono diverse a seconda delle versioni: 1938,1941 o 1943 così come il luogo di nascita, Colonia o forse Budapest.
Ciò che è certo, è che siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale! Anche in merito alla morte del padre di Christa ci sono versioni contrastanti, alcuni sostengono sia morto in un campo di concentramento altri in un manicomio, dopo aver subito dei traumi alla testa. Nico crebbe con la madre nella zona americana di una Berlino post-bellica e lei stessa racconta di non aver avuto un’adolescenza facile, in quella che allora era la Germania nazista, fu stuprata da un soldato americano all’eta di 13 anni e costretta a trasferirsi a Berlino con la madre, dove inizia a lavorare vendendo biancheria intima. Le sue caratteristiche fisiche, fisico filiforme, incedere da valchiria, capelli lunghi e biondi e lineamenti perfetti, fanno si che a 16 anni, inizi la carriera da modella che la porterà a Parigi.
Sarà però a Ibiza, allora punto di ritrovo di artisti, registi e personaggi dello star-system, dove negli anni successivi acquisterà una casa, che il fotografo di moda Herbert Tobias, le consiglierà di cambiare in suo nome e la fonte di ispirazione sarà il regista Nico Papatakis, col il quale Herbert ebbe una breve relazione. A partire dagli anni ’50 il volto di Nico è sulle riviste più gettonate dell’epoca; Parigi però, non riuscirà a conquistarla e la Maison Chanel, che l’aveva voluta in esclusiva, risulterà per lei troppo conservatrice e austera. Prenderà così il volo per New York dove con il lavoro di modella acquisirà una stabilità economica e la sua vita si dividerà tra la Grande Mela, Saint Tropez, capitale della jeunesse dorata dell’epoca e la Spagna, sino a quando approderà a Roma sul set della “Dolce vita” di Federico Fellini: correva l’anno 1960!
La carriera da attrice, però, non durerà molto e nonostante questo la sua presenza negli ambienti cinematografici non passerà inosservata. Conosce l’attore francese Alain Delon, se ne innamora, ma non si può dire la stessa cosa di Delon, allora fidanzato con Romy Schneider; il frutto di questo fugace incontro sarà Ari, figlio che l’attore non riconoscerà mai. Nico ha 24 anni e la maternità non cambia la sua vita, Ari viene trascinato dalla madre in luoghi in cui un bambino non dovrebbe stare, lo parcheggia un pò ovunque, incapace di curarsene, sino a quando le viene portato via. Non trova aiuto in Alain Delon, come sperava, contrariamente, la famiglia dell’attore si prenderà cura del bambino che vivrà con la nonna paterna, la quale lo crescerà non come un nipote ma come un figlio, dandogli anche il cognome del suo secondo marito. Il figlio di Nico sarà così Ari Boulogne. Nonostante questo, crescendo, la vita di Ari diventerà un inferno. Vive con la nonna a Parigi e con la madre a New York, o meglio vive all’interno della Factory di Andy Warhol, dove le condizioni non sono certo ottimali per un bambino piccolo, tanto meno le frequentazioni, circondato da tossici e drag queen, cresce mangiando e bevendo tutto ciò che gli capita a portata di mano, vodka, whisky, inghiotte pillole che trova in giro e non manca l’eroina. Sono gli anni in cui Nico sprofonda nelle droghe e paradossalmente diventa ancor più famosa, macina amanti, passa da una relazione a un’altra, da Bob Dylan, Brian Jones, John Cale, Jim Morrison, Iggy Pop per tornare a Parigi con Philippe Garrel, dove vivono in un appartamento senza luce, gas né acqua né mobili con le pareti dipinte di nero ma andiamo con ordine.
Nel 1964 Nico si trova a Londra, o meglio nella Swingin London, dove frequenta i Rollig Stones e Jimmy Page che produrrà il suo primo 45 giri “I’m not saving”. Il destino vuole che Parigi torni nella sua vita e che qui conosca Bob Dylan: questo incontro le cambierà la vita. Sarà proprio lui, una volta a New York a presentarle Andy Warhol e tre i due nascerà subito una profonda amicizia. Andy ne sarà ossessionato, arrivando a definirla la creatura più bella mai esistita sulla Terra! Nico inizia a frequentare la Factory, dove porta anche il figlio di pochi anni, bazzica il Chelsea Hotel, punto di ritrovo di artisti di ogni genere da Kubrick a Allen Ginsberg.
In quegli anni alla Factory è presente anche un gruppetto di tossici scapestrati che daranno vita ad un modo alternativo di fare rock, ovvero i Velvet Underground! Sarà Warhol a suggerire Nico come voce del gruppo e produrrà il loro primo album che entrerà nella storia della musica, nascono così i Velvet Underground e Nico. Andy realizza la copertina, la famosa banana di Warhol, e diventerà subito una copertina iconica. Nonostante il gruppo sforni pezzi che diventano dei cult, tra cui “Famme Fatal” e “ I’ll be your mirror”, come per il cinema anche l’esperienza con i Velvet Underground per Nico non durerà molto. Nel 1967 come solista pubblica “Chelsea Girl” e John Cage sarà il produttore di molti suoi album come solista. Significativi sarà l’incontro con il cantante dei Doors, Jim Morrison, che la spinse a intraprendere la carriera da solista. Da questo momento Nico inizia una sorta di metamorfosi, la nordica ragazza bionda cambia radicalmente il proprio aspetto: i capelli diventano neri, veste di stracci, ruba per campare, non si lava, per scelta a suo dire, e inizia un percorso che la porta ad affinare un’inclinazione verso il gotico e sembra lasciarsi avvolgere da un allure tetro e cupo, tanto che le verrà dato il soprannome di “sacerdotessa delle tenebre”.
Rivede il figlio ormai diciannovenne, anche lui eroinomane, lei ne ha 42 di anni, iniziano una relazione tossica, non solo per la droga ma anche riguardo i sentimenti. Fanno uso di eroina insieme e il loro rapporto diventa morboso. Anticipando i tempi del genere gotici punk, gli anni a seguire la vedranno sempre più tormentata, affascinata dalla morte e sedotta dalle droghe, la sua dipendenza dall’eroina durerà oltre 15 anni. Nonostante questo, Nico, tra gli ambienti del punk degli anni ’80 riscuote successo e sino al 1985 continuando a incidere album.
Nell’estate del 1988, all’età di 50 anni, cerca di disintossicarsi, si trova a Ibiza, dove vive con il figlio e mentre è fuori per cercare della marijuana, cade dalla bicicletta. Ironia della sorte, sarà questa brutta caduta a condurla per sempre nel regno delle tenebre da lei tanto corteggiato.
Il mondo di Fabrizia Rossetti Carenzio lo trovate su Atelier Carenzio.
Data di pubblicazione: gennaio-marzo 2025
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