Disney Park with fireworks ©Tray Ratcliff

Crisi? Quale crisi?

A sentire tutte le voci che si susseguono in questo periodo, a partire dalla classe politica che ci governa, sembrerebbe che lo scossone provocato da anni di pirateria finanziaria e culminato con la dissoluzione dell'impero Lehman Brothers lo scorso anno non abbia spazio in futuro per provocare altri danni. A noi, sinceramente, uomini della strada, o meglio alla finestra, sembra il contrario. Non vogliamo essere pessimisti a tutti i costi o fare quelli che cantano fuori dal coro, anzi. Dalle reazioni della gente comune ci viene da dire che siamo quanto mai intonati.

Il Black Friday americano, giorno che tradizionalmente segna l'inizio delle campagne di vendita natalizie, e che cade il giorno dopo la festività del Thanksgiving, ha segnato una brusca frenata nella quantità di vendite realizzate e nella media di denaro investito per effettuarle, sintomo che nei portafogli della gente di denaro non ce n'è.

Anche se il mondo dell'elettronica con le sue nuove proposte, reader di libri elettronici e fotocamere digitali in testa, sembrerebbe avere sempre un certo vantaggio sulle altre categorie di strenne, nelle tasche dei consumatori pare essere rimasto poco: e le tredicesime mensilità devono ancora arrivare...

La crisi, parola abiurata e negata per mesi dalle autorità internazionali, sembra essere alle porte: sì, proprio così. Si parla di ripresa, è vero, ma questa coinvolge solo il comparto industriale e terziario, diciamo per semplicità le aziende. Arrivano gli ordini, nuove commesse che si trasformeranno in consegne e conseguenti fatture con flussi di denaro nelle casse. Tutto ciò, alla lunga, rimetterà in moto un volano economico che farà giungere di nuovo un po' di benessere e di serenità nelle tasche dei lavoratori che a loro volta, ricominciando a spendere, chiuderanno il cerchio virtuoso dell'economia moderna, basata sui consumi.

Ma per questo ci vorrà tempo, almeno un anno dicono gli esperti e, nel frattempo, i tempi saranno duri, molto più di quanto lo siano stati fino ad oggi. Pessimismo? Disperazione? No, solo voglia di guardare in faccia alla realtà.

Che cosa c'entra tutto questo con il mondo delle immagini? A noi sembra che anche questa sia un'immagine, magari non bella ma chiara, sicuramente a fuoco, della realtà che viviamo.

Non per questo però ci asteniamo dal sentirci propositivi ed esortare tutti a vivere, magari con meno "oggetti" ma con più sentimenti verso le persone e noi stessi, un grande Natale e uno spettacolare Anno Nuovo.

Desidero ringraziare tutti i lettori per i numeri che ci hanno regalato in questo non facile 2009; un grazie, infine, a tutti coloro che, in redazione, con i loro sforzi e la loro dedizione hanno reso possibile il conseguimento di questo successo.

Auguri a tutti dalla redazione del vostro osservatorio digitale!

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