Lighthouse Sunset©Trey_Ratcliff_StuckInCustoms-dot-com

Qualcuno ha detto che la fotografia è la miglior cura per la cattiva memoria: come dargli torto e allora mettiamoci al lavoro. Ne converrete tutti che, quando ci capita di guardare una fotografia anche semplice, a volte addirittura banale, di quelle che tuttavia ci riguardano intimamente, la nostra mente ricarica all'istante una serie di emozioni, di ricordi, qualcuno sostiene addirittura di rumori e odori, tutto ciò che riguarda quell'istante. Io mi immagino come possa essere la forza prodotta da certe fotografie quando vengono viste dopo alcuni decenni, immagini che riportano chi le guarda a un'epoca remota, magari della fanciullezza, un periodo che si tende a scordare per primo quando ci si avvia e ci si addentra nei luoghi della vita "da grande". È per questo e per altri infiniti motivi che vale la pena di fotografare e di farlo anche per riprendere soggetti che possono sembrare inflazionati, inutili o addirittura leziosi ma che un domani potrebbero rivelarsi fonte di gioie di enorme portata.
A mio avviso non è necessario essere per forza bravi come Trey Ratcliff, ad esempio, l'autore della nostra foto di copertina che ha girato il mondo fotografando e insegnando a molti l'arte della fotografia ad alta gamma dinamica, per divertirsi (oggi) a fare fotografie che avranno una valenza emotiva molto alta (domani).

Il modo lo si trova poiché un telefono o anche una piccola fotocamera l'abbiamo tutti: è la pigrizia da vincere, l'ostacolo maggiore da superare, insieme alla paura di non riuscire ma ricordatevi che l'immagine di una persona cara o di un luogo, anche se con una cattiva inquadratura o uno sviluppo incerto sono saranno sempre migliori di un ricordo sbiadito della mente.

Perciò non dico di fare come i proverbiali turisti giapponesi, sempre a scattare qui e là, ma ricarichiamo le batterie di quella piccola macchina dimenticata nel cassetto e cominciamo a incamerare i nostri futuri ricordi.

 

Cerca su Osservatorio Digitale