Flying Over – ©2016 Ezio Rotamartir – Tutti i diritti riservati

Quando si avvicina il momento di confezionare un nuovo numero di od c'è sempre qualcosa che riesce a sorprendermi, anche dopo dieci anni. Che cos'è? È difficile da dire perché può essere un'immagine oppure un semplice scritto o, addirittura, una frase contenuta in uno degli articoli che stiamo per inserire nel sommario. Dicono che chi si loda, solitamente, finisce per trovarsi a nuotare in acque torbide ma in questo caso io voglio lodare il lavoro che tutti i collaboratori del nostro giornale fanno quotidianamente al fine di portare ai nostri lettori sempre qualcosa che valga la pena di leggere, per il quale si possa spendere del tempo in modo costruttivo, che alla fine lasci una sensazione di piacere e di soddisfazione: può sembrare facile ma non è assolutamente così.

Facile è prendere parte a quello che gli americani chiamano bandwagon, il carrozzone che porta in giro uno spettacolo che, spesso, non ha più molto da dire, da raccontare, quello spettacolo conosciuto ma nel quale tutto è già visto e sentito. Facile è unirsi al carro delle vocianti offerte promozionali che spingono tanta stampa a trasformare i propri giornali in organi di mercato mascherati, tristi eco commerciali che sussurrano alle orecchie dei lettori che cosa preferire, una voce (pseudo) interiore che induce a credere che cosa sia giusto e che cosa no.

Sono dieci anni che lavoriamo assiduamente facendo ricerca, parlando di fotografia in modo fuori dal comune, senza bisogno di suggeritori occulti che pretendono di parlare a chi legge questa testata dicendo loro manfrine, anche in quel caso, già viste e sentite, messaggi che rigirati e riscaldati sentiamo (sì anche noi perché come tutti voi siamo prima di tutto amanti della fotografia costretti ad ascoltare favole di vario genere, spesso illustrate alla meglio da grandi Carneadi dell'obiettivo) ormai da alcuni decenni.

Si allungano le giornate e con esse aumentano le occasioni e le opportunità di scattare qualche immagine anche dopo essere tornati dagli impegni quotidiani: c'è sempre un momento buono per catturare un'immagine che potrebbe restare con noi per sempre. È il caso di quella sera foriera di pioggia ma ancora trafitta dai raggi del tramonto nella quale è passato, inaspettato, un solitario trasvolatore dei cieli, immortalato per fortuita casualità dal nostro obiettivo e che ci piace riproporvi in apertura di numero.

Buona luce e buona lettura a tutti.

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