Editoriale

Dicembre 2018 – Gennaio 2019, Anno XIII, Numero 1

Ezio Rotamartir

Osservatorio Digitale ha fatto 13! Forse, per i più giovani, questa frase non ha alcun significato ma per moltissimi significava qualcosa che poteva cambiarti la vita, una vincita al concorso settimanale del Totocalcio. Con questo numero invece osservatoriodigitale entra nel suo tredicesimo anno di vita e di pubblicazione...

Con questo numero di osservatoriodigitale entriamo nel primo terzo del nostro secondo decennio, in parole povere nel nostro tredicesimo anno di pubblicazione. Sembra facile – soprattutto a detta di chi il giornalista non è e non conosce né i ritmi né i tempi di pubblicazione di un giornale, anche se sottoforma "liquida", digitale. Ci sono sempre tante (troppe) cose da tenere sotto controllo, a partire dall'aggiornamento costante delle news che arrivano in redazione e spesso e volentieri si accavallano e accumulano sulla scrivania di chi poi dovrà indirizzarle nel verso giusto. Non dimentichiamo che c'è anche Fotoguida, pubblicazione gemella di od, che segue le novità del mondo fotografico a livello quotidiano e, quindi, veicola tutta una serie di incombenze di pubblicazione verso i redattori che se ne occupano direttamente.

Diciamo che è un lavoro che ci piace e ancora ci avvince altrimenti sarebbe davvero difficile da portare avanti.

Non pensiate che il nostro lavoro sia tutto un viaggiare per il mondo oppure una partecipazione a eventi, mondani e non, volti a promuovere un mondo come quello che ci appassiona: questo mondo ormai è diventato povero sotto molti aspetti. Primo fra tutti l'aspetto organizzativo che ha portato al grande accorpamento internazionale della diffusione dei contenuti. Per fare un esempio diremo che da quando od è nato, gli eventi per la presentazione di nuovi prodotti si sono ridotti a un decimo di quello che erano prima, proprio perché tutto il sistema di relazione tra persona e persona è stato in gran parte sostituito dalla diffusione elettronica delle notizie e dei comunicati, con tutti gli allegati del caso. Solo le grandi aziende, i grossi marchi, continuano a organizzare eventi che coinvolgono pubblico e operatori del settore ma il trend è in grande discesa. In seconda battuta potremmo parlare di un mondo fatto di uomini, e per questo fallibili, portati a prendere decisioni che si rivelano fuori target, sbagliate e spesso anche di larga misura, decisioni che in un certo lasso di tempo può portare un'azienda o un'iniziativa al disastro e i suoi prodotti all'oblio. In terza battuta si può parlare del triste momento di mercato (anche se questa solfa va avanti da oltre un decennio) che significa sacrifici e sangue su tutti i fronti ma, in questo caso, si potrebbero aprire svariate parentesi che per ora lasceremo chiuse. Un paio di numeri fa abbiamo raccontato di Photokina, la buona vecchia fiera mondiale della fotografia che ha visto quest'anno l'ultima edizione biennale: era tutto pronto, con le date già stabilite per la prossima edizione annuale che sarebbe partita nella primavera 2019 e invece? Incuranti dell'enorme brutta figura a livello planetario i signori della Koelnmesse, la fiera di Colonia che organizza l'evento, hanno diramato un comunicato stampa che, laconicamente ma senza battere ciglio, diceva una cosa del tipo "ah, ah, ah, vecchi cialtroni abbiamo scherzato e il prossimo Photokina si terrà nel 2020!" in barba a chi aveva già organizzato, prenotato, pianificato il viaggio e la partecipazione del 2019. Non parlo solo di gente come noi, che si muove con una certa rapidità poiché si tratta di poche persone ma penso a coloro che partecipano a livello di espositori e che organizzano gli spostamenti di tonnellate di merci e decine o centinaia di persone, con tutto quelloche ne consegue.

Questo per fare un esempio di come si muove questo "mondo", della poca professionalità che spesso lo pervade, della leggerezza con cui ci si muove a livello commerciale, dell'inettitudine di alcuni responsabili che operano scelte che ricadranno oltre che su di loro (ma spesso questi signori cadono in piedi e quando vengono rimossi da un incarico vengono al tempo stesso premiati) su tante persone che pagheranno con il posto di lavoro e tutto quello che ciò comporta.

Potrei parlare anche dei cartelli che ho visto sulle vetrine di tanti negozi (chiusi) anche in prossimità delle feste di Natale e che esortavano a boicottare l'e-commerce a favore degli acquisti nei negozi locali. Voglio essere buono, lasciarvi con un pensiero gentile proprio in vista di queste festività che, come al solito, sono qui per renderci tutti più buoni e decisamente ben disposti anche verso chi continua a dire delle stupidaggini senza rendersene conto: ho fatto e rifatto questo discorso mille volte e tutti, lo sapete bene, quanto sia il mio incoraggiamento verso le attività locali ma ci vuole ben altro che un cartello sulla vetrina per convincere qualcuno ad affidarsi alle mani esperte di un negoziante. Vabbè, facciamo finta di niente e concentriamoci sui regali e sui pochi giorni di vacanza e di tranquillità che ci auguriamo di trascorrere a casa con chi ci è caro.

Aspettiamoci (e soprattutto auguriamoci) un 2019 bello vispo, ricco di novità e di eventi che ci scrollino di dosso la polvere accumulata in questi anni e che ci faccia venire di nuovo la voglia di sorridere pensando all'hobby più bello del mondo: la fotografia.

Tanti auguri da parte di tutti noi e arrivederci a febbraio 2019!

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