Editoriale
Aprile - Giugno 2025, Anno XIX, N. 125
Ezio Rotamartir
Verrebbe da dire la solita frase "Aprile dolce dormire" visto il clima ballerino di queste ultime settimane. Ma la primavera dov'è? Poi, all'improvviso, ci troveremo con trenta gradi da un giorno all'altro e ci passerà la voglia di partire per nuove avventure fotografiche...

Oppure no, chissà.
La fotografia e la passione che ci lega a questa attività meravigliosa a volte vive una sorta di andamento sinusoidale, a onda, che va e viene: in certi momenti non vediamo l'ora di caricarci in spalla uno zaino che sembra contenere un'incudine talmente è pieno di attrezzatura mentre, a volte, lo guardiamo con diffidenza e ci lasciamo affabulare dallo smartphone (che tanto le foto le fa bene uguale...). Chissà.
Leggevo con grande interesse la biografia di Fabrizio Ferri (che troverete nella sezione Libri di questo numero) e mi rendevo conto che mi "prudevano le mani" dalla voglia di partire per fotografare soggetti e luoghi nuovi, magari in sella alla moto pronta a portarmi in siti remoti e distanti dal mondo quotidiano. Vivere quel tipo di avventure è davvero entusiasmante e ci riserva emozioni anche forti che non sono destinate a tutti.
Certo lo si può fare anche camminando, facendo escursioni o semplici passeggiate in luoghi anche vicini alla città che, spesso, sono ben nascosti agli occhi di chi vi passa accanto.
Quando si leggono i libri di grandi fotografi o ci si trova davanti alle loro immagini esposte alle mostre ci si trova a riflettere sul momento che è stato ripreso, immortalato per sempre ma capace di restituire sempre un'emozione: ed è lì il bello di questa arte visiva che ci ammalia da sempre, la capacità di trasmettere nel tempo un attimo fermato chissà quando ma che mantiene una sua perenne attualità.
La fotografia è sì frutto di un momento ma la differenza tra un'immagine fermata su pellicola o in un file e una buona fotografia sta proprio nella ricerca di quell'attimo magico, forse difficile da cogliere ma che entusiasma quando ci si riesce: la fotografia è ricerca e riflessione, talvolta lo sappiamo può anche essere figlia di un colpo di... fortuna.
Quindi riprendiamoci il nostro tempo per dedicarci a ciò che stiamo per fotografare, studiando la situazione e cercando di catturare la luce migliore che, magari, è solo un po' più a destra o a sinistra rispetto al punto che stiamo inquadrando o, semplicemente, un diaframma o due più chiusi.
Allora buona luce e buona lettura a tutti.
Arrivederci a questa estate!
Ezio Rotamartir
