Mandare la vostra fotocamera digitale a un centro di assistenza per la pulizia del sensore vi solleva immediatamente e totalmente da rischio – anche se remoto – di danneggiare il sensore stesso. Professionisti dotati di strumenti appositi (vedremo quali) avranno cura del vostro corpo macchina che vi verrà reso capace di foto nitidissime, a volte con un sensore ancora più pulito di quando avete utilizzato la macchina subito dopo l'acquisto. Non dimenticate che, nella maggior parte dei casi, la vostra reflex arriva dal paese del Sol Levante o da zone limitrofe, Cina o Corea, affrontando, dopo il confezionamento, lunghi periodi di trasporto e di stoccaggio che, in qualche modo, possono introdurre un leggero strato di polvere all'interno e, quindi, anche sul sensore. La prassi è questa: se non sapete dove rivolgervi dovrete fare una breve ricerca su internet per scoprire chi, nella vostra città, effettua la pulizia dei sensori e dei corpi macchina. L'alternativa immediata è quella di riportare la macchina al negoziante che ve l'ha venduta: ottimo, preparatevi tuttavia a tempi più lunghi e a un costo maggiore. Avete trovato il nome di un paio di laboratori; bene, telefonate e prendete appuntamento e portate la macchina. Come dite? Posso venire sabato, sa lavoro tutta la settimana? No signore, ci spiace ma sabato siamo chiusi... Allora prendetevi un permessino e andate da questi simpatici tecnici che non vedono l'ora di occuparsi della vostra amata. Se siete dei professionisti (e potete provarlo) vi faranno attendere un paio di giorni per riavere l'oggetto pulito mentre se siete fotoamatori preparatevi a un'attesa di almeno due o tre settimane nel peggiore dei casi. Il tutto per la modica cifra di circa 40 Euro IVA esclusa. Certi laboratori specializzati si preoccupano di darvi davvero un servizio di qualità, salvando le eventuali impostazioni personalizzate che avete impostato nel tempo qualora fosse necessario anche un intervento di manutenzione software come, ad esempio, una versione più aggiornata del firmware del vostro modello; in altri casi, la macchina, vi tornerà pulita ma con tutte le vostre impostazioni cancellate. Nel peggiore dei casi, nessuno si preoccuperà di controllare lo stato di salute e di aggiornamento del vostro corpo macchina. A onor del vero dobbiamo dire che la prima pulizia del sensore presso un laboratorio specializzato, almeno per le macchine professionali, è sempre gratuito per l'utente, un servizio offerto dalla casa produttrice.
A questo punto entrano in gioco i sistemi di pulizia alternativa come il kit della VisibleDust che, prima di tutto, danno per scontato che l'utilizzatore sappia che cosa si appresta a fare con esso. Ciò significa aver letto attentamente il manuale d'uso della fotocamera e sapere come attivare la procedura di pulizia del sensore; spesso è molto semplice e, dopo aver acceso la camera, via software, dal display posteriore basta selezionare la voce pulizia sensore, lo specchio si solleva mostrando appunto l'oggetto delle nostre attenzioni, pronto per essere pulito.
Utilizziamo subito il visore Sensor Loupe, una lente a qualità ottica in grado di ingrandire 5 volte (ma da poco è disponibile anche il modello 7x) il nostro sensore visualizzando, anche grazie a una perfetta illuminazione data da 6 LED BriteVue a luce bianca. Il visore va posizionato al posto dell'obiettivo, permettendoci di identificare la polvere o lo sporco che si è depositato con l'andare del tempo. Questa operazione può essere svolta almeno ogni quattro o cinque mesi, a seconda di quanto si utilizzi la macchina e del numero di volte in cui si cambiano gli obiettivi ma è probabile che un professionista debba pulire il sensore almeno tre o quattro, se non addirittura cinque volte l'anno: considerata la spesa bastano già due pulizie in laboratorio per ammortizzare l'acquisto del kit.
Una volta identificate le macchie e capita la loro natura dovremo operare una scelta nel modo di effettuare la pulizia, attraverso un metodo a secco oppure utilizzando uno speciale liquido. Se identifichiamo con il visore che c'è solo uno strato leggero di polvere, attratta elettrostaticamente dal sensore, sarà sufficiente utilizzare il pennello motorizzato antistatico Arctic Butterfly, disponibile in varie misure secondo le dimensioni del sensore che si intende pulire. La sua funzione è quella di passare e attirare a se le particelle di polvere: all'esterno della macchina, azionando il motorino interno, si provvederà a disperdere la polvere accumulata. Nella maggior parte dei casi il problema, a questo punto, è risolto. Basta spegnere la fotocamera, lo specchio si abbassa e siamo pronti a scattare con un sensore pulito.
Può succedere però che l'umidità e l'inquinamento atmosferico rendano appiccicose le particelle che si depositano sul sensore e il pennello antistatico non sia più sufficiente: VisibleDust mette allora a disposizione, sempre in varie dimensioni, due famiglie di spazzole Swabs per la pulizia con detergente e per la rifinitura negli angoli. Sulla spazzola di pulizia vanno posate due o tre gocce di liquido detergente e, dopo qualche secondo, si può passare sul sensore in entrambe le direzioni: i risultati sono immediatamente visibili. Nel caso il sensore presentasse qualche impurità anche negli angoli, si possono utilizzare le spazzole apposite che rendono molto semplice anche questa procedura.
L'intera operazione, dall'ispezione con la lente luminosa alla pulizia vera e propria non prende più di quindici minuti, anche da parte degli utenti meno esperti e più cauti: seguendo le semplici indicazioni a corredo dei kit non si incorre in alcun rischio di rovinare il sensore e il risultato è, appunto, immediato.
A questo punto viene da chiedersi se valga davvero la pena di mandare l'amato o indispensabile oggetto di lavoro a un laboratorio oppure effettuare da noi il ciclo di pulizia. Noi la risposta ce la siamo dati immediatamente dopo aver provato i prodotti VisibleDust anche perché sono molte le case produttrici che ne consigliano l'utilizzo e... praticamente tutti i laboratori che li utilizzano.
Il giudizio del nostro test
* Validità del prodotto: eccellente
* Difficoltà d'impiego: medio
* Rapporto qualità/prezzo: ottimo
* Giudizio complessivo: ottimo
Il kit VisibleDust è distribuito in Italia da Bogen Imaging.

