Editoriale

Maggio 2018, Anno XII, Numero 4

Ezio Rotamartir

Le medaglie da appuntare sul petto andrebbero conquistate sul campo, non acquistate al negozio di trofei: questo dovrebbe valere per tutte le attività, eccezion fatta per la politica che ci ha invece abituato a modelli di "homo inferior" campioni nell'autoincensarsi e promuoversi. Nel mondo dell'editoria - di settore e non - la musica non cambia, tutto il mondo è paese si dice, e le poche virtù, laddove non esistono, si comprano proprio per essere mostrate...

Alla ricerca di un negozio di fotografia... OD88

Le medaglie da appuntare sul petto andrebbero conquistate sul campo, non acquistate al negozio di trofei: questo dovrebbe valere per tutte le attività, eccezion fatta per la politica che ci ha invece abituato a modelli di "homo inferior" campioni nell'autoincensarsi e promuoversi. Nel mondo dell'editoria - di settore e non - la musica non cambia, tutto il mondo è paese si dice, e le poche virtù, laddove non esistono, si comprano proprio per essere mostrate: può sembrare un discorso strano ma, basterà che vi guardiate intorno, perscoprire che di autoincensatori è pieno anche questo nostro mondo fotografico. Dicono spesso male della categoria dei giornalisti, spesso clementi nei confronti di chi offre loro regalie, viaggi, profferte di ogni genere. Si dice perché i giorni nostri sono quello che sono, fatti di crisi e di calo dei fatturati. E noi di osservatoriodigitale che cosa dovremmo dire a proposito, visto che da dodici anni garantiamo un "servizio" del tutto gratuito? In tutti questi anni siamo stati lodati in privato e puniti in pubblico: le aziende lodano il digitale ma restano legate al mondo cartaceo, soprattutto quando si tratta di comunicazione al trade, volgarmente detta la rete di vendita. Il trade magazine cartaceo, un tempo, faceva bella mostra di sé sui banconi dei negozi di fotografia, era un riferimento – ne cito uno su tutti Fotonotiziario, che per settant'anni è stato un vero e proprio faro per gli operatori del settore – mentre oggigiorno i negozianti stanno diventando una specie da proteggere, una categoria che rischia l'estinzione e che, come molte specie estinte hanno segnato da soli questo mesto destino, non sapendosi adeguare ai cambiamenti epocali. Perché ci meravigliamo ancora del comportamento spesso bipolare dei nostri "simili"? Perché ahinoi amiamo questo mondo e ci battiamo perché non solo sopravviva ma possa avere il giusto riconoscimento in un ambito culturale, non solo commerciale.

Purtroppo le notizie non sono quasi mai buone, almeno a livello "macro". Solo questo mese abbiamo letto di aziende in grande difficoltà, e parliamo di nomi di tutto rispetto. Casio, forse l'esempio meno drammatico, ha deciso di chiudere con il mondo della fotografia. Troppi costi e scarsissimi ricavi. Nikon, attraverso una sua divisione in Belgio accusa una perdita di circa 94 milioni di Euro. Per finire DxO, che tutti conosciamo per l'ottima qualità dei software, per la simpatica fotocamera One e per l'eccelso servizio di valutazione di fotocamere e sensori, chiede l'amministrazione controllata in Francia per la consociata DxO Labs.

Anche un altro dato ci può far riflettere: Canon, nel primo trimestre dell'anno, segna il passo con una flessione dell'8% nelle vendite che tuttavia si riflette in un aumento netto del profitto del 4%, segnale che il prezzo medio dei prodotti è decisamente aumentato, da qualche tempo a questa parte.

Non sono bei segnali e, anche per questo, capiamo il nervosismo che vive nei sorrisi "tirati" di tanti colleghi o di molti manager che ci capita di incontrare. Anche la fiera che un tempo fu "La Fiera" della fotografia, la mitica Photokina sta accusando defezioni tra gli espositori che, ormai, le preferiscono altre vetrine.

Quale futuro ci aspetta? Ce lo chiediamo da sempre, quasi tutti i giorni.

Per il momento ricarichiamo le batterie, prepariamo la borsa e usciamo a fotografare la vita reale.

Ancora una volta, buona lettura a tutti.

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