La fotocamera in prova questo mese potrebbe far sorgere, nei più, qualche dubbio sulla reale capacità della stessa di meritarsi una prova su osservatorio digitale. Forse, a una prima occhiata, qualcuno potrebbe pensare che il palcoscenico ideale per questo tipo di macchine possa essere la nostra testata gemella Fotoguida.it: invece, dopo un test esaustivo, abbiamo ritenuto che proprio queste pagine fossero la scena ideale per la Fujifilm X-M1. Di per sé questa decisione rappresenta già un verdetto e la dice lunga sulle capacità fotografiche e la qualità delle immagini prodotte dalla piccola, intesa come dimensioni molto contenute del corpo, di casa Fujifilm.

Giunta in redazione con la solita confezione di ottima fattura a cui ormai siamo abituati quando riceviamo questo tipo di fotocamere, la X-M1 balza subito all’occhio per alcune caratteristiche che la rendono unica nella sua famiglia: corpo, appunto, di dimensioni molto compatte, assenza di ghiere di controllo dei tempi e della compensazione dell’esposizione e anche del controllo dei diaframmi sull’obiettivo in kit. Purtroppo non ha nemmeno il mirino elettronico o ibrido delle sorelle maggiori. Questi, per qualche nostro lettore, potrebbero essere ritenuti dei difetti ma la presenza del sensore X-Trans, la grande qualità delle immagini e la duttilità d’uso fanno della piccola Fujifilm una “instant winner”, come direbbero gli amici di lingua inglese.

È stata proprio la presenza del grande sensore che ci ha fatto decidere di considerarla una fotocamera top, a dispetto delle sue minuscole dimensioni: pensate che, con l’ottica zoom 16–50 fornita in kit, la si può tranquillamente portare nella tasca di un giaccone senza accorgersi del suo peso, solo 330 grammi compresa la batteria e la scheda SD. Messa a confronto con la diretta sorella, la X-E1, risulta più piccola di circa un 10%, tanto per dare un’idea più precisa del suo volume. Come al solito, quando si utilizzano queste fotocamere ci si accorge della limitazione data dalle dimensioni contenute soprattutto se il fotografo ha mani grandi: la X-M1 è così piccola che si rischia di intervenire su una ghiera pensando di agire su un’altra e questo, all’inizio, può essere scomodo e fastidioso ma è questione di abitudine. Fujifilm ha reso tuttavia disponibile un grip aggiuntivo come accessorio che, in parte, aiuta chi desidera avere una presa migliore.

Fujifilm X-M1 vista frontaleCome si diceva prima, nel cuore della X-M1 batte un sensore di grande qualità, l’X-Trans da 16,1 megapixel (affiancato nel lavoro di gestione delle immagini dal processore EXR di seconda generazione) che tanta gioia sta dando agli utilizzatori delle macchine che lo montano e tanti successi di critica ha riscosso dalla sua apparizione. L’immagine può essere composta, vista l’assenza del mirino, solo attraverso il display LCD posteriore da 3” da 920 mila punti. Una caratteristica importante dello schermo è la sua ribaltabilità, aspetto che durante l’uso quotidiano si rivela vincente poiché permette al fotografo di avere il controllo della scena in qualunque posizione di fotocamera: in certe situazioni di scatto ci sembrava di avere tra le mani una biottica a pozzetto dei tempi andati, con la X-M1 ad altezza della scena e il controllo dell’inquadratura dall’alto. Rovesciandola si può scattare tenendo la fotocamera in alto, permettendoci così di riprendere scene che altrimenti sarebbero impossibili da vedere: pensiamo a un soggetto lontano da noi nascosto magari da una barriera o un gruppo di persone oppure al di là di un ostacolo che ci impedisce di visualizzare direttamente quanto accade al di là dello stesso.

Per i maniaci del mirino integrato o esterno diciamo subito che questo non è disponibile nemmeno come accessorio a parte. Chi non potesse rinunciare assolutamente a questa funzionalità farà bene a rivolgersi ai modelli X-E1 e, ora, anche alla X-E2, perdendo tuttavia la caratteristica del display orientabile.

Fujifilm X-M1 vista posterioreFujifilm ha pensato questo modello per tutti coloro che desiderano una macchina performante ma non estremamente complessa da utilizzare. Troviamo infatti solo due ghiere attraverso le quali si possono impostare tutte le funzionalità di scatto della fotocamera. Sulla parte superiore del corpo c’è la ghiera di selezione dei modi di ripresa dove, oltre ai soliti modi P A S e M, troviamo la modalità di selezione delle scene (SCN) e la modalità Advanced Filter, tutte con pre-impostazioni automatiche di ripresa che permettono di perfezionare le coppie di valori di tempo e diaframma in base al tipo di scena selezionata. Con i filtri avanzati intervengono anche delle modifiche ai colori sia in fase di ripresa sia in fase di sviluppo del file dell’immagine catturata. Sono queste modalità, assenti sulle altre componenti della famiglia X, che rendono più “consumer oriented” la X-M1 nonostante essa mantenga, al pari delle sorelle maggiori, anche la possibilità di scegliere tra varie simulazioni di film da applicare alla modalità di ripresa utilizzata. La sensibilità ISO prevede di base una gamma compresa tra 200 e 6.400, valori che possono anche essere espansi tra 100 e 25.600 ma che, per la maggior parte degli utenti, resterà, ci potremmo scommettere, una funzione inutilizzata. L’abbattimento del rumore agli alti ISO è davvero notevole e, nonostante sia possibile scattare in RAW, la X-M1 è stata studiata per produrre anche delle immagini in formato compresso JPEG davvero di altissima qualità, ancora una volta grazie allo splendido sensore X-trans e al software di sistema che lo gestisce.

Fujifilm X-M1 controlli generaliTornando al corpo macchina, sulla parte superiore sinistra è presente un piccolo flash a scomparsa che potrebbe sembrare uno dei tanti flash di riempimento mentre, invece, è un’unità sofisticata in grado di regolare la potenza del lampo in base al tipo di scatto che si sta effettuando e, niente meno, di essere utilizzato come master control per unità flash esterne compatibili, una funzionalità questa che si trova su fotocamere di categoria molto più alta di quella della X-M1. Al centro della parte superiore c’è la slitta a caldo a fianco della quale, sulla parte destra, trovano posto nell’ordine la ghiera di selezione dei modi di scatto, il pulsante di scatto con un anello concentrico che funge da selettore di accensione e spegnimento della macchina, il piccolo tasto FN dedicato a una funzione assegnabile dall’utente, e la grande ghiera di controllo dei valori (ISO, tempi e così via, sempre impostabili dall’utilizzatore).

Spostandoci verso la parte posteriore del corpo, occupato in larga parte proprio dallo schermo LCD, sulla parte destra si trovano tutti i restanti comandi necessari al controllo della X-M1. Partendo dall’alto c’è la ghiera di controllo assegnabile e posizionata in verticale. Insieme alla ghiera sulla parte superiore permette di utilizzare la fotocamera anche in modalità completamente manuale ma non senza qualche difficoltà di adattamento, sempre a causa delle dimensioni ridotte; un problema che scompare tuttavia con l’uso. Sotto trovano posto ben nove pulsanti, cinque dei quali in posizione standard a simulare un joystick con il tasto centrale che richiama il Menu e serve a confermare i valori impostati. Partendo dall’alto e muovendoci in senso orario, i tasti situati ai punti cardinali servono nell’ordine a cancellare le immagini e regolare la modalità AutoFocus, a scegliere il modo di bilanciamento del bianco (WB), selezionare la modalità di scatto continuo e, infine, passare alla modalità Macro.

Gli altri quattro tasti (in realtà ve ne sono cinque perché sopra lo snodo del display c’è il tasto per attivare il flash) servono ad invocare la modalità di riproduzione delle immagini/video presenti su schedai, il tasto di accesso immediato alla funzione di registrazione video, il tasto dell’ormai immancabile Quick menu e il tasto con doppia funzione, modalità di visualizzazione dei dati sul display che funge anche di ritorno alla schermata o al menu precedente. Per quanto riguarda il corpo macchina resta da dire che sulla parte laterale destra, guardando la X-M1 da dietro, c’è uno sportellino che protegge le porte Mini HDMI e Mini USB mentre nella parte posteriore, a lato della filettatura per il cavalletto, si trovano il vano per la batteria e la scheda di memoria.

Brevemente diremo che le funzionalità video della X-M1 sono all’altezza di quanto ormai richiede il mercato: capacità di ripresa video Full HD 1.920 x 1.080 a 30fps con suono stereo e, come accennato, accesso immediato e diretto alla registrazione video con un tasto dedicato.

Due parole vanno spese anche a proposito della funzione Wi-Fi di cui è dotata la fotocamera e che permette di trasferire con facilità le immagini verso un computer che sia stato abbinato in precedenza. Sempre grazie alla funzione di trasmissione dei dati senza fili è possibile sfruttare le capacità GPS di un telefono o di un’unità esterna collegata per il geotagging delle foto scattate. Non male per una piccolina, no? Purtroppo non è previsto, almeno con il firmware attuale, la possibilità di controllare la X-M1 via Wi-Fi da un computer o da un’unità remota ma chissà, magari col tempo i maghi di Fujifilm riusciranno a dotarla anche di questa funzionalità. Così come di una livella elettronica che tanto sarebbe utile soprattutto quando si scatta con la macchina in posizioni insolite. È inoltre disponibile una app gratuita di Fujifilm per smartphone che consente di gestire e condividere con facilità le immagini attraverso la connessione del proprio telefono.

Fujifilm X-M1 gamma dei colori disponibili

Lo zoom fornito in kit non brilla certo per luminosità ma, vista la qualità superiore di prestazioni offerte dal tandem sensore/processore, il risultato finale è sempre e comunque di ottima qualità. L'offerta di obiettivi speciali dedicati a questo corpo sono arricchiti da un'altro zoom 18–55 f/2,8–4,0 e da un'ottica fissa di dimensioni ridotte (pancake) da 27mm. Volendo investire qualcosa di più (a dire il vero molto di più perché le ottiche della serie X potrebbero costarvi come la X-M1 stessa o più) si possono ottenere risultati ancora più sorprendenti ma, a nostro avviso, si andrebbe a snaturare il concetto di questa fotocamera: a quel punto, disponendo di un budget più elevato, vale la pena rivolgere le proprie attenzioni, se non verso la X-Pro 1, almeno verso la X-E2.

La X-M1 si è rivelata sempre pronta ed efficace, una valida compagna di tutti i giorni capace di portare a casa immagini precise, incise e dai colori brillanti in ogni situazione, anche in quelle di scarsa luminosità per la ripresa delle quali non è mai stato utilizzato il flash integrato. Ancora una volta la potenza e la precisione del sensore di grande formato e dotato di una delle tecnologie più innovative che siano apparse negli ultimi anni rendono la fotocamera fruibile dalla maggior parte dei fotografi, dai principianti con velleità fotografiche fino agli amatori evoluti ma anche i professionisti che possono trovare nella piccola di casa Fujifilm una compagna di lavoro da tenere sempre con sé. L'utilizzo in manuale richiede un po' di pratica, come si diceva, per le contenute dimensioni delle ghiere di controllo e la loro disposizione, soprattutto quella posta in verticale, ma anche scattando in modalità automatica o semi-automatica, in Raw o in JPEG si è sempre sicuri di poter contare su immagini chiare e incise.

Al di là della mancanza del mirino, funzionalità che probabilmente gli utenti ai quali è indirizzato questo modello non mancherà di certo, e di alcune piccole particolarità di carattere informatico migliorabili con un aggiornamento del firmware, l'uso prolungato della X-M1 ci ha lasciato decisamente soddisfatti al punto da poterla consigliare al più ampio pubblico possibile.

(data di pubblicazione: dicembre 2013)

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