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Libri per l'autunno 2026

Redazione

Tre bellissimi libri per l'autunno, proposte che giungono da tre editori diversi. Tra questi spicca, lasciatecelo dire, unvero e proprio capolavoro sia a livello di contenuti sia di confezione, con una stampa delle immagini in stocastica, sistema che non utilizza più nessuno da decenni, visto il costo, in grado di offrire una qualità decisamente esclusiva. Parliamo di Timeless, il secondo volume della collezione di Alberto Maccagno, nostra vecchia conoscenza...

ALBERTO MACCAGNO
TIMELESS
LUCI NELL'OMBRA
29,0 X 29,0 CM
215 PAGINE
86 FOTOGRAFIE B/N
RILEGATO
EDIZIONE LIMITATA E NUMERATA
ARIES BOOK
€ 120,00

I più atttenti di voi ricorderanno l'autore, Alberto Maccagno, già presente su osservatoriodigitale in varie occasioni.
La prima fu l'intervista, raccolta nel profilo di luglio del 2016, nella quale abbiamo imparato a conoscerlo e, in seguito, sempre qui nella rubrica dei libri, qualche anno più tardi nel 2019, quando presentò il suo magnifico volume dal titolo World Tales, 220 pagine capaci di farci viaggiare in lungo e in largo per il mondo. Trovate entrambe nei nostri archivi.
Oggi arriva, in serie decisamente limitata come è d'uopo per una vera opera d'arte, il secondo volume: Timeless.
Senza tempo sì perché Maccagno ci porta in un altro viaggio attraverso le sue immagini, rigorosamente in bianco e nero (ma c'è un trucco!) accompagnate ognuna da un racconto di molti autori (scrittori e giornalisti) vicini al sentire e al mondo dell'artista.
Il libro, da collezione lo ripetiamo, è stato realizzato con una cura a dir poco maniacale e stampato con una tecnica, incredibile ma vero, ormai dismessa da tempo anche nei libri d'arte perché molto costosa e che non tutti sono in grado di realizzare: la stampa stocastica, sulla quale abbiamo voluto spendere due parole di approfondimento in una apposito articolo di questo numero. Il volume si articola in due macro sezioni dedicate al Bianco (che non è soltanto chiarezza ma dissoluzione, non è soltanto presenza ma possibilità infinita...) e al Nero (che non è soltanto oscurità ma custodia, non è solo assenza ma fondamento...) e i racconti prendono spunto da una serie di lavori che l'Autore ha realizzato nel corso di alcuni anni nel suo studio, provando e riprovando fino a ottenere il risultato desiderato: luci pure e niente artefatti, una persona ritratta in un ambiente colpito da una determinata luce. 
Prova non facile, per nessuno, ma che è stata portata a termine con enorme successo perché Alberto Maccagno è un genio.

"È in questo spazio essenziale che l'occhio si esercita a vedere davvero e la mente a ricordare che ogni immagine è sempre, e soprattutto, anche un pensiero."
Ezio Rotamartir
 

CORRADO D'AGOSTINO
ANNA GATTI
LA TECNICA DEGLI ALINARI
23,0 X 28,0 CM
230 PAGINE
216 FOTOGRAFIE
BROSSURA CON ALETTE
DARIO CIMORELLI EDITORE
€ 35,00

Per oltre un secolo gli Alinari hanno fotografato opere d'arte, monumenti, città e paesaggi, realizzando immagini che hanno contribuito a costruire la memoria collettiva del nostro paese e dato vita a uno dei più importanti patrimoni fotografici del mondo. Meno nota è la storia degli strumenti che hanno reso possibile quel lavoro. Gli obiettivi, le macchine fotografiche, i grandi negativi e le lastre di vetro che sono serviti per realizzare quelle foto, sono oggi i protagonisti del volume La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie, curato da Corrado D'Agostini e Anna Giatti e pubblicato da Dario Cimorelli Editore per la Fondazione Alinari per la Fotografia.
Il libro nasce in un momento particolarmente significativo per gli Archivi Alinari. Dopo il passaggio del patrimonio alla Regione Toscana e la costituzione della Fondazione, il riordino delle collezioni, le campagne di restauro e digitalizzazione e l'avvio di nuovi studi hanno riportato all'attenzione non soltanto l'immenso patrimonio fotografico, ma anche gli strumenti che ne hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo. Il volume raccoglie i risultati di questo lavoro di ricerca e restituisce per la prima volta una lettura complessiva della cultura tecnica degli Alinari, dimostrando come la qualità delle loro immagini sia il risultato di un dialogo continuo tra innovazione scientifica, ricerca tecnologica e straordinaria competenza professionale.
Non è solo un libro destinato agli specialisti di ottica fotografica. È piuttosto il racconto di un modo di fare fotografia, di una ricerca costante della precisione e della qualità che ha permesso allo storico stabilimento fiorentino di affermarsi come punto di riferimento internazionale nella riproduzione del patrimonio artistico. Le lenti, le macchine fotografiche e gli strumenti descritti raccontano il metodo di lavoro degli Alinari, la loro capacità di recepire le più avanzate innovazioni internazionali e di trasformarle in immagini destinate a fare scuola.

Per ricostruire quella storia, il volume torna alle origini dell'ottica fotografica europea, seguendo l'evoluzione degli obiettivi e delle tecnologie che, tra la metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, trasformarono la fotografia in uno strumento di precisione. È in questo contesto che Firenze emerge come uno dei principali centri italiani della fotografia e lo Stabilimento Alinari consolida la propria fama internazionale, grazie a un livello qualitativo fondato tanto sul talento dei fotografi quanto sulla continua ricerca delle migliori soluzioni tecniche.
Il racconto entra nel cuore dello Stabilimento. Le attrezzature oggi conservate negli Archivi Alinari provengono infatti da acquisizioni, donazioni e fondi fotografici entrati nel patrimonio in epoche diverse. Per ricostruire quali appartenessero realmente ai Fratelli Alinari, il volume segue un paziente lavoro d'indagine basato su numeri di serie, registri di vendita, etichette, fotografie storiche e documenti d'archivio. Ne emerge, per la prima volta, il nucleo originario delle attrezzature utilizzate dallo stabilimento fiorentino. Obiettivi, fotocamere, apparecchi per la riproduzione e sofisticati strumenti scientifici restituiscono l'immagine di un'impresa che fu anche un laboratorio di sperimentazione tecnologica, costantemente impegnato a migliorare la qualità delle proprie fotografie.
Un capitolo centrale è dedicato agli obiettivi, il vero cuore della macchina fotografica. Attraverso l'evoluzione dell'ottica e dei principali costruttori dell'epoca, il volume mostra come gli Alinari abbiano saputo scegliere e utilizzare le lenti più adatte a ogni soggetto, dalle architetture alle opere d'arte, sfruttando le innovazioni tecniche per ottenere immagini sempre più fedeli e rigorose. La possibilità di correggere le deformazioni prospettiche e di restituire con precisione linee, proporzioni e dettagli contribuì in modo decisivo a quella qualità descrittiva che avrebbe reso celebri le loro fotografie.
Tra le scoperte più affascinanti raccontate dal volume ci sono le grandi lastre fotografiche conservate negli Archivi Alinari. Alcune superano il metro di altezza e testimoniano le grandi campagne dedicate ai capolavori dell'arte italiana, ai monumenti e ai panorami urbani. Attraverso queste lastre è possibile ricostruire non soltanto il risultato finale, ma anche il lavoro che lo ha preceduto: le tecniche di ripresa, l'organizzazione dello Stabilimento, gli operatori coinvolti, le strategie adottate per affrontare imprese fotografiche che, all'epoca, rappresentavano vere e proprie sfide tecnologiche.
Prima dell'invenzione degli ingranditori fotografici, infatti, ottenere stampe monumentali significava realizzare negativi altrettanto monumentali. Quei "giganti di vetro", oggi rarissimi, richiedevano apparecchi di enormi dimensioni, obiettivi sofisticati, materiali di altissima qualità e competenze tecniche fuori dal comune. La raccolta Alinari, per consistenza e varietà, costituisce oggi uno dei più importanti nuclei esistenti a livello internazionale e testimonia una stagione nella quale la ricerca della massima qualità dell'immagine passava necessariamente attraverso l'innovazione tecnologica.
Il volume si conclude con il racconto delle indagini diagnostiche, delle operazioni di documentazione e del delicato lavoro di restauro che negli ultimi anni hanno interessato queste grandi lastre fotografiche, mostrando come la valorizzazione del patrimonio Alinari si fondi oggi sull'integrazione tra storia della fotografia, conservazione, ricerca scientifica e nuove tecnologie.

La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie propone così una prospettiva inedita su uno dei più importanti archivi fotografici del mondo. Per la prima volta gli strumenti non sono più semplici testimoni silenziosi delle immagini, ma diventano la chiave per comprendere come quelle immagini siano nate e perché gli Alinari abbiano rappresentato, per oltre un secolo, uno dei laboratori più innovativi della fotografia europea.


ENRICO CATTANEO
THE REDEMPTION OF NATURE
22,0 X 27,0 CM
96 PAGINE
CARTONATO
QUODLIBET EDITORE
€ 3500

The Redemption of Nature nasce da una ricerca inedita condotta da Stefano Cerio sui territori del Mediterraneo segnati dai grandi incendi degli ultimi anni. Tra Pantelleria, la Riserva dello Zingaro e Monte Cofano in Sicilia, e la zona del Montiferru nell’oristanese in Sardegna, l'artista ha seguito nel tempo le tracce lasciate dal fuoco concentrando il proprio sguardo non tanto sulla distruzione, quanto sulla capacità della natura di rigenerarsi e di riconquistare lentamente i propri spazi, documentando il fenomeno della successione ecologica.
Più che documentare la catastrofe, Cerio osserva il momento in cui la natura torna a manifestare la propria forza vitale. Il lavoro di osservazione, studio e realizzazione è stato lungo, in contrasto con la velocità con cui invece il fuoco ha distrutto la vegetazione.
Le immagini restituiscono paesaggi sospesi e silenziosi, dove i segni della combustione convivono con i primi indizi della rinascita: tronchi anneriti dai quali riaffiorano nuovi germogli, palme carbonizzate che tornano a vegetare, arbusti e fichi d'India che ricominciano a crescere, formazioni micologiche che si sviluppano sugli ulivi bruciati.
Come già nei precedenti cicli Aquila e Brenva, anche in questo progetto il fotografo interviene sul paesaggio con un gesto dal forte valore simbolico. A Pantelleria utilizza il Phos-Chek, il ritardante antincendio impiegato per rallentare l'avanzata delle fiamme, estendendone digitalmente il caratteristico colore rosso e trasformandolo in un elemento visivo che attraversa il paesaggio. L'azione introduce una dimensione sospesa e straniante che si inserisce nel dialogo tra artificio e natura, da sempre al centro della sua ricerca, che crea una sensazione di spiazzamento.
La maggior parte delle fotografie di The Redemption of Nature sono state realizzate con il grande formato, con il banco ottico 20x25, usando le pellicole più preziose in commercio. Come spiega la curatrice Madesani nel testo introduttivo, «alcune di esse, dopo essere state impresse e sviluppate, sono state bruciate dall’artista, che si è servito dapprima di un comune forno da cucina e quindi dello sverniciatore a 600°. In questo modo la pellicola, di materiale plastico, si è accartocciata, acquisendo un volume scultoreo. Come il fuoco ha distrutto la realtà, Cerio ha distrutto la sua riproduzione analogica, la sua registrazione di matrice indicale. Una violenza che comporta anche una dimensione psicologica: l’artista distrugge quanto è riuscito a realizzare con grande fatica. È una metafora di quanto accaduto in natura. Sono tutti lavori unici che a questo punto diventano irriproducibili».
Figura tra le più originali della fotografia contemporanea italiana, Stefano Cerio sviluppa da oltre quindici anni una ricerca al confine tra documento e costruzione visionaria. Dai luna park e acquapark di Night Games, alle installazioni gonfiabili di Aquila, fino al ghiacciaio della Brenva, i suoi lavori riflettono sulle trasformazioni del paesaggio e sulle conseguenze dell'intervento umano. In The Redemption of Nature il tempo sospeso che caratterizza da sempre le sue immagini lascia spazio al tempo lento e inesorabile della natura, alla sua capacità di resistere e ricominciare.
In un momento storico in cui gli incendi sono diventati uno dei segni più evidenti della crisi climatica, Cerio sceglie di rivolgere lo sguardo non all'evento spettacolare della distruzione, ma alla capacità silenziosa della natura di ricominciare.

 

 

Data di pubblicazione: ottobre-dicembre 2026
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