Polaroid MOD

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Polaroid MOD

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Qando c'è qualcosa di interessante, tipo questa nuova versione di una Instant Camera di Polaroid, ci piace vederci un po' più chiaro e capire se ne vale la pena oppure se lasciarla nella sua confezione perché il gioco potrebbe non valere la candela, come si suol dire...

Polaroid Mod è una fotocamera che ti perdona gli errori (ma non il prezzo della pellicola). Disponibile da ora negli Stati Uniti, arriverà da noi e in Europa in generale all'inizio del 2027. In un'epoca in cui lo smartphone ci regala lo scatto perfetto prima ancora di aver deciso che cosa fotografare, Polaroid fa una mossa controcorrente: presenta una macchina che promette divertimento invece di perfezione e, da quanto siamo riusciti a capire la promessa viene mantenuta, con qualche riserva che vale la pena raccontare.

Una ghiera, quattro trucchi
La Mod è un'istantanea completamente analogica, senza app e senza schermi da interrogare. Tutto ruota (è il caso di dirlo) intorno a un selettore attorno all'obiettivo, che porta dalla modalità automatica a quattro effetti creativi che normalmente richiederebbero un minimo di tecnica.

Il primo è la doppia esposizione, limitata a due scatti sullo stesso fotogramma. Il secondo è la modalità split: nella confezione c'è un copriobiettivo che ne chiude solo metà, e si scatta due volte spostandolo per fondere due immagini in una. Poi c'è il light painting, con una posa lunga di alcuni secondi per disegnare con le luci in movimento, dai fari delle auto a una lucina agitata nel buio, e qui il treppiede, o almeno un appoggio stabile, è d'obbligo. Infine il motion freeze, che unisce una posa lunga a un lampo di flash finale: le luci sullo sfondo diventano scie, il soggetto resta nitido.

Per controllare la luminosità c'è anche una ghiera di compensazione dell'esposizione. Niente modalità manuale, quindi, e probabilmente è proprio questo il bello: chi non sa che cos'è un tempo di scatto può comunque fare light painting.

I numeri, per chi li vuole
La Mod usa le pellicole Polaroid i-Type e 600, a colori e in bianco e nero. L'obiettivo è a fuoco fisso, con due lenti (una standard da 103 mm e una per i ritratti da 95 mm) e luminosità f/11. La batteria è ricaricabile via USB-C e promette fino a 15 pacchi di pellicola. Misura 162 x 111 x 98 mm e pesa 520 grammi senza pellicola: non è una macchina da tasca, ma la tracolla in dotazione è di buona qualità. Il prezzo di listino in Italia è di 169,99 euro.

Le prime prove sono concordi nel segnalare qualche limite. Il mirino ottico soffre di parallasse, cioè non coincide perfettamente con ciò che vede l'obiettivo, e nelle doppie esposizioni e negli split, specie da vicino, allineare le immagini diventa un'impresa. Il flash, se lo spegni, si riaccende da solo allo scatto successivo, anche per la seconda immagine di una doppia esposizione, e c'è chi se ne è dimenticato più di una volta. L'esposizione non è sempre azzeccata, come spesso accade con le istantanee: con un'apertura così chiusa, anche in condizioni di luce discrete la macchina tende a chiedere il flash.

E poi c'è la pellicola. Otto pose di i-Type costano, negli USA, intorno ai 20 dollari, circa due euro a scatto, e la sperimentazione ha un costo. Chi ha provato la Mod racconta di aver apprezzato più o meno metà degli scatti: per un'istantanea creativa non è male, ma ogni errore ha un prezzo.

La Mod si colloca a metà della gamma Polaroid e si rivolge a chi vuole sperimentare senza la complessità (e il costo) di una macchina più completa. Non rincorre la perfezione, e in un mondo di foto ritoccate e immagini generate dall'intelligenza artificiale c'è qualcosa di quasi sovversivo in una macchina che ti chiede tre secondi di posa, un po' di pazienza e quindici minuti di attesa per scoprire che cosa è venuto fuori.

Se vi chiedete se ne vale la pena, diciamo che dipende da una sola cosa: quanto siete disposti a sbagliare. Perché con la Mod si sbaglia, eccome. Ma, a quanto pare, ci si diverte pure.

 

Data di pubblicazione: ottobre-dicembre 2026
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