Scrapbooking

La fotografia è morta, evviva la fotografia.

Laura Cascone

Mentre grandi brand produttori annunciano la vendita della loro divisione Imaging e decidono di smettere di produrre macchine fotografiche (vedasi Olympus), nel mercato assistiamo alla rinascita e alla piccola rivincita dell'analogico. Se fino a qualche anno fa era difficile reperire film in diverso formato anche in vecchi e polverosi scantinati, oggi i rivenditori si stanno tutti attrezzando con una sezione “analogica” nei propri siti, dedicata alla vendita di pellicole e materiali per la camera oscura.

La fotografia è morta, evviva la fotografia. Ovvero la piccola rivincita dell'analogico.
Mentre grandi brand produttori annunciano la vendita della loro divisione Imaging e decidono di smettere di produrre macchine fotografiche (vedasi Olympus), nel mercato assistiamo alla rinascita e alla piccola rivincita dell'analogico. Se fino a qualche anno fa era difficile reperire film in diverso formato anche in vecchi e polverosi scantinati, oggi i rivenditori si stanno tutti attrezzando con una sezione “analogica” nei propri siti, dedicata alla vendita di pellicole e materiali per la camera oscura.

image 5 ©Laura Cascone per osservatoriodigitale di luglio-agosto 2020
I produttori vanno spesso in out of stock, e pellicole come la Kodak Portra per esempio stanno diventando un oggetto del desiderio per molti (anche per me devo ammetterlo.)

Le nuove generazioni, quelle nate con il digitale, che non hanno mai tenuto in mano una macchina analogica, ora cercano disperatamente di accaparrarsene una a tutti i costi. Chi vende usato di qualità ben revisionato sta vedendo crescere i suoi fatturati, e chiaramente la scarsità di macchine tenute in buone condizioni, e l'alta domanda ha fatto schizzare alle stelle le quotazioni.

 

image 4 ©Laura Cascone per osservatoriodigitale di luglio-agosto 2020

Ho avuto modo di chiacchierare con un rivenditore on line in Nord Europa che ripara e rivende solo materiale analogico con il progetto camerarescue.org e mi raccontava come trovare materiale in buone condizioni nel sud Europa in Italia e in Spagna per esempio, sia diventato molto difficile. Questo perché c'è più umidità e spesso gli apparecchi non sono tenuti in buone condizioni.

L'analogico è di certo una nicchia, un feticismo da appassionati, un qualcosa di esoterico e magico, ma oggi per i nerd come me è diventato qualcosa non più da nascondere come un passatempo da sfigati ma un hobby di cui andare fieri.

Personalmente ho iniziato a fotografare a 16 anni in maniera discontinua, mio padre aveva acquistato una Olympus mju che mi proibiva categoricamente di usare, quindi mi arrangiavo con le usa e getta o chiedevo in prestito quella di mio nonno che non aveva affatto tutti gli automatismi e la costruzione della mju.

A un certo punto ho acquistato una biottica e ho avuto un'epifania. La gioia del medio formato e del negativo più grande mi ha aperto un mondo diverso. Ma, come dicevo, spesso mi sentivo un pò sfigata a scattare ancora in pellicola quando tutti intorno a me decantavano le meraviglie dei megapixel.

Non conoscevo laboratori che sviluppavano vicino casa mia, e quindi mi limitavo a scattare in bianco e nero e a sviluppare da sola i miei rulli. Quando gli e-commerce non erano così avanzati e diffusi ed era difficile reperire chimici per lo sviluppo del bianco e nero sembrava impossibile poter sviluppare in casa molti rulli. Oggi tutto questo sta invece diventando possibile, si moltiplicano i gruppi in rete per condividere immagini analogiche, consigli su metodi di sviluppo e sulle pellicole in commercio ma anche sulle macchine. Il digitale come canale per il reperimento di informazioni e promozione, sta insomma aiutando l'analogico.

È dunque questa una moda passeggera? Può essere, ma intanto sta dando impulso a nuove attività, ad una ricerca più lenta da parte degli hobbisti e ad uno scatto più consapevole. È evidente che io sia una fan del mezzo, altrimenti non avrei scritto questo articolo a riguardo, dunque da feticista dell'analogico ho fatto una lista dei miei 10 consigli per iniziare a scattare in questa modalità se non l'avete mai fatto.

 

Disclaimer: come tutta la fotografia anche questo non è un hobby economico, ma di certo non proibitivo tanto da scoraggiarsi.

 

  1. Investite in una macchina robusta, io per mia scelta preferisco una biottica, ma non c'è bisogno di acquistare una Rolleiflex blasonata. Anche le loro sorelle povere fanno un ottimo lavoro, con circa 200 euro ne portate una a casa bella solida e che potete anche esporre in una vetrina, mi vengono in mente le Yashica o le Seagull per esempio. Io sono fiera proprietaria di una Yashica D.

  2. Se non avete un esposimetro esterno e la macchina non ne ha uno interno (spesso succede) imparate la regola del 16, non ve la spiego perché ci vorrebbe un articolo dedicato, ma vi aiuterà a destreggiarvi sull'esposizione nel caso gli automatismi vi lasciassero a piedi. Cosa che può risultare utile anche con il digitale.

    image 1 ©Laura Cascone per osservatoriodigitale di luglio-agosto 2020

  3. Acquistate una pellicola a bassa sensibilità, una anche economica, per esempio le fomapan hanno un ottimo rapporto qualità prezzo e oggi le trovate un pò ovunque, un 100 ASA è ottimo per scattare all'aperto

  4. Ricordate: non avete a disposizione molti scatti quindi quello che vi propongo è di fare un piccolo progetto pensato. Annotate su un quaderno le immagini che vi piacerebbe produrre, sarete molto più attenti ad inquadrare, pensare e scattare.

  5. Annotate i parametri di scatto su un taccuino per ogni frame, la mia insegnante di fotografia ci consigliava sempre di farlo in modo da capire cosa avevamo sbagliato e cosa potevamo migliorare nella stessa situazione: per esempio ho sovraesposto, sottoesposto? Queste informazioni vi torneranno utili in un secondo momento.

  6. Appena avrete finito il vostro rullo andate a svilupparlo al più presto possibile. I negativi esposti e conservati male possono dare problemi se non sviluppati subito, quindi non siate pigri e non perdete tempo!

  7. Individuate un laboratorio che possa sviluppare il negativo e scannerizzarlo in digitale. Se vi appassionate davvero avrete tutto il tempo di acquistare uno scanner dedicato.

  8. Condividete le immagini nei gruppi di fotografia analogica, chiedete consigli a chi ne sa più di voi e non abbiate timore. La rete serve a tutti, chi si avvicina ad un mezzo che non aveva mai utilizzato prima avrà sicuramente bisogno di capire se ha fatto degli errori... e chissà forse ruscirete anche a farvi dei nuovi amici con i vostri stessi interessi.

  9. Stampate! Se un negativo vi piace particolarmente, andate da uno stampatore qualificato, nelle grandi città ne trovate molti davvero bravi e stampate il negativo. Vedrete che soddisfazione ammirare in grande il frutto del vostro lavoro!

  10. Divertitevi, sperimentate, non abbiate paura, fate errori. In questo caso fare errori sarà meno economico di utilizzare una macchina digitale ma ricordate: un negativo è per sempre! Un file digitale al contrario potrebbe scomparire dalla memoria del vostro hard disk o del vostro pc. Quante immagini avete già perso in questi anni?

image 3 ©Laura Cascone per osservatoriodigitale di luglio-agosto 2020

 

 

 Data di pubblicazione: luglio-agosto 2020
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