Archivi: Le interviste di Osservatorio Digitale
Ilvio Gallo: immagine, un viaggio senza fine
Apriamo questa rubrica dedicata ai professionisti con un personaggio "particolare": Ilvio Gallo, fotografo, sceneggiatore e regista, che seguirà nel tempo come anima tecnica e spirito guida (e libero) l’evolversi di Osservatorio Digitale. Lo incontriamo nel suo studio in centro a Milano, dove si respira sempre un’aria di grande fermento. Da quanto ci ha raccontato potrete capire perché lo abbiamo definito "particolare".
Carla Pozzi: a difesa della tradizione
Il profilo di questo mese è dedicato a Carla Pozzi, professionista a capo di una delle più importanti agenzie del nostro paese: Studio Immagine. Da oltre un quarto di secolo questa agenzia rappresenta il lavoro di fotografi e illustratori di moda in Italia e nel mondo con grande successo, grazie alla passione e alla profonda conoscenza di un universo in cui Milano ha rappresentato il centro vitale. Nel lavoro di Carla traspare la sua grande professionalità e un fervore che suona quasi d'altri tempi, un coinvolgimento emotivo verso ciò che svolge quotidianamente che si mescola con un impegno morale che ha radici lontane, a difesa dei valori, umani e sociali, appresi in famiglia. Ma qualcosa sembra essere cambiato...
Davide Mengacci, fotografo insospettabile
Il fotografo di questo mese è un personaggio che moltissimi, direi tutti, conoscono ma identificano con un’altra professione, quella di conduttore televisivo, che lo ha rivelato al grande pubblico. La sua voce, oltre che il suo volto, è famigliare ed entusiasma sentirlo parlare di esposizioni e bianco e nero, della sua voglia di fotografia con un sapore molto personale e della sua carriera di artista dell’immagine, così lontana dall’idea che il mondo virtuale dell’audience radiotelevisiva si è creata nel tempo ignorando che la sua prima professione è proprio quella di fotografo: Signore e Signori, Davide Mengacci.
Stefano Guindani, il valore dell'attesa
Stefano Guindani: la fotografia professionale in ogni suo aspetto, dal creativo all’organizzativo. L’attività di Guindani è, a dir poco, frenetica: lo incontro nel suo studio milanese nelle giornate che precedono i principali eventi della moda. Il fermento è totale anche se continua a trasparire un’atmosfera di calma e di tranquillità operativa. La Milano della moda ha ormai riassunto i suoi tempi accorciandoli del 50%, così i fotografi sono costretti a un tour de force notevole per poterli seguire in modo completo. Trentotto anni, cremonese, sognava di fare il fotografo dai tempi della scuola, anche se la sua idea di professione si discostava già allora dal concetto di paparazzo. Festeggia i suoi primi vent’anni di carriera con un gruppo di persone che lo seguono, e inseguono, in uno degli spazi che occupa a Milano per svolgere il suo lavoro. Quarantacinque persone di cui diciotto sono fotografi che vanno in lungo e in largo nel mondo per coprire tutti gli eventi importanti della moda e dello spettacolo. Scattano oltre un milione di fotografie all'anno, di cui il 20% viene comunque mantenuto in archivio. Lo stesso Guindani scatta oltre ventimila foto l’anno, nei cinque continenti. Ovunque vi sia un evento di rilievo nel mondo della moda, lui è presente.
Denis Curti, Contrasto
Contrasto è un’agenzia fotogiornalistica italiana con risonanza sul mercato internazionale. La sua sede di Milano è diretta da Denis Curti, che incontriamo per il profilo di questo mese. Nel caso di Contrasto la definizione di agenzia suona riduttiva, viste le molteplici aree in cui opera - a partire dalla produzione e distribuzione di immagini, all’attività di casa editrice e alla rappresentanza italiana di colossi come Magnum e Reuters.
Adriano Bernacchi, l'arte di dirigere la fotografia
In questo numero la figura professionale che andiamo a conoscere è un signore serio, preparato e molto simpatico che ci parla e ci illustra un altro aspetto dell’immagine, quello della fotografia prestata al cinema e al mondo delle immagini in movimento. Chiacchierare con lui è stato un piacere tale che il tempo è volato, parlando delle sue mille imprese e avventure e ci siamo salutati con l’impressione di aver incontrato un gentiluomo di altri tempi. Ladies and Gentlemen: Adriano Bernacchi.
Michele Gastl, chi la dura la vince
La fotografia un’arte? Sì, può darsi, ma c’è anche tanto da sperimentare. Un giovane fotografo di still life ci accoglie nel suo studio milanese durante una sessione di lavoro e di ricerca su soggetti floreali bagnati dalla pioggia. Lo studio illuminato dalla luce naturale è pieno di vita e di musica, in uno stile che ricorda più New York che Milano. Sorprendente la cura e la serietà del professionista che si mescola a una carica di simpatia, celata dietro un velo di scherno, dell’uomo.
Landry Major, foto, amore e fantasia
Da Malibu il profilo di un fotografo diverso dal solito. Bionda con le gambe lunghe e due grandi amori: suo figlio e la fotografia. Landry Major, fotografa della scuderia Corbis, è specializzata in ritratti e cerimonie nuziali. Sì, proprio i matrimoni che, a differenza di quanto accade da noi, rappresentano un grande mercato per il mondo dei professionisti dell'immagine. Un buon book fotografico che testimoni gli avvenimenti del "giorno più bello della vita" merita particolare attenzione ed è per questo che, per la sua realizzazione, si stanzia un budget di tutto rispetto, come accade per un vero e proprio reportage. Il fotografo impacciato e sudato che si aggira pesantemente tra lo svolgersi della cerimonia come lo si vede da noi, in America è solo una figura da telefilm...
Photokina 2008, un gioiello di manifestazione
Ma come, il profilo di questo numero è una manifestazione fieristica? Sì, abbiamo pensato che sarebbe stato il caso di dedicare praticamente l'intero numero di od all'evento che più di ogni altro segna lo svolgersi e l'evolversi del mondo professionale dedicato alla fotografia. Abbiamo ritenuto opportuno trattare Photokina come se fosse l'immagine personificata di quest'arte che ci appassiona, una vera e propria interlocutrice capace di introdurci nel futuro, prossimo e remoto, dei questo mondo fantastico.
Gianni Canali, l'arte della post-produzione
Con il profilo di questo mese dedicato a Gianni Canali raccontiamo una storia nella quale si possono certamente identificare molti suoi colleghi appartenenti a una generazione che, nata in camera oscura e mossi i primi passi in analogico, ha intrapreso il cammino verso il digitale senza farsi sviare dalla rincorsa alla tecnologia fine a se stessa, bensì mantenendo sempre l'approccio concreto di chi semplicemente cerca di ampliare la propria ideale cassetta degli attrezzi per giungere nella maniera migliore al risultato che si ha in mente. Quando la creatività è l'unica, vera bussola, il viaggiatore non è più un semplice turista bensì un conoscitore di luoghi e di persone.
Aproma, fotografia a 360 gradi
Dopo aver proposto una manifestazione fieristica come profilo del mese, ecco un'altra prima per osservatorio digitale: per la ribalta di marzo abbiamo scelto un'azienda che si lascia scoprire in tutte le sue declinazioni coprendo le fasi di importazione, distribuzione, sperimentazione, ricerca, supporto e vendita di tanti marchi e apparecchiature che fanno e hanno fatto la storia della fotografia, nel nostro paese e nel mondo.
Edward Rozzo, filosofia dell'immagine
Americano di New York con solide origini italiane, Edward Rozzo frequenta sotto la guida di Harry Callahan la Rhode Island School of Design, dove nel 1970 si laurea in Belle Arti con specializzazione in fotografia contemporanea. Nel 1968, a 21 anni, "scopre" la fotografia di Mario Giacomelli e rimane folgorato dalla poesia e dall'emotività del noto fotografo ma anche tipografo, poeta e pittore italiano, e ottiene una borsa di studio per completare i suoi studi a Roma. Dopo la laurea ritorna subito in Italia e apre a Milano uno studio specializzato in fotografia pubblicitaria. Provenendo da una vera scuola di fotografia e insofferente ai vincoli imposti dagli art director alla sua creatività, scopre casualmente la fotografia industriale, nella quale trova il suo ambiente ideale dove dare libero sfogo alla sua arte e alla sua fantasia. Qui traccia strade per l'epoca nuove, applicando alla fotografia industriale tecniche della fotografia di moda. Lo incontro nel suo studio di Milano in una calda giornata di marzo per un’intervista davvero singolare. Leggendola capirete il perché.
Canon: 50 anni di ricerca e successi nel mondo SLR
Cinquant'anni sono un bel periodo nella vita di un uomo perché rappresentano un traguardo che presuppone un momento di riflessione, di consuntivi, di ricordi di quello che è stato e di verifica di quello che sarà e potrà essere; per un'azienda commerciale, in questo caso verrebbe da dire l'Azienda – sia per dimensioni sia per fatturato – il cinquantennale segna una tappa, importante certo, ma comunque solo un momento di una lunga vita. Canon compie a maggio 50 anni, mezzo secolo di successi basati soprattutto sulle soluzioni tecnologicamente avanzate nate all'interno del suo reparto di ricerca e sviluppo, un R&D che, forse, non ha eguali al mondo. Percorriamo insieme le fasi principali di questa magnifica storia attraverso alcuni modelli di fotocamera che ne hanno segnato le tappe.
Alessandra Soresina, la vitalità della natura
Biologa, scrittrice, fotografa, soprattutto fonte di storie ed esperienze, si può dire che Alessandra Soresina sia "fotografa per caso". Milanese di nascita, appassionata di genetica, finisce per scegliere l'indirizzo zoologico sulla scia della sua passione per gli animali. Come spesso accade, Alessandra viene "folgorata" dall'Africa durante un viaggio in Namibia e Botswana nel 1995, durante i primi anni di università. L'esperienza di quel viaggio straordinario la convince che la vita che fa per lei non è quella del laboratorio ma quella a contatto con la natura più selvaggia.
Fabio Nosotti, note visive
Per conoscere Fabio Nosotti e quello di cui si è interessato e ha fotografato nella vita ci vorrebbe un'edizione speciale di od e non sarebbe sufficiente. Dinoccolato e apparentemente svagato, si muove a suo agio tra le pop star più famose al mondo così come tra le catwalk più esclusive. Ma non lo spaventano neppure gli assignment in cui si scatta sotto la pioggia torrenziale...
Beppe Raso, la luce e le forme
Quando si dice il buongiorno si vede dal mattino, è ovvio, si utilizza una metafora per sottolineare quando l'inizio di qualche cosa è andato bene e ciò sarà di buon auspicio per la riuscita finale. Allo stesso modo ci si sente incontrando Beppe Raso, non solo fotografo bravissimo ma anche persona intelligente e simpatica, di quelle a cui presteresti l'auto anche solo dopo il primo incontro; immediatamente ci si rende conto di avere a che fare con qualcuno di straordinario, non solo dal punto di vista delle capacità professionali. Con Beppe parliamo di architettura, di interni, di design; ma soprattutto di quasi un trentennio trascorso a sperimentare, perfezionare e ricercare ovunque quel connubio di forme e luci divenuto tratto essenziale del suo modo di fotografare.
Graziano Arici, una bouillabaisse d'immagini
Graziano Arici non è solo un fotografo molto conosciuto, è un personaggio a tuttotondo, un eclettico che dopo gli studi di Sociologia si è dedicato alla fotografia professionale a partire dagli anni '80 come fotografo ufficiale del teatro La Fenice di Venezia, documentandone in modo completo la parte architettonica e decorativa; nel 1989 era a Berlino nei giorni della caduta del Muro, nel 1994 ha documentato la situazione di cambiamento nelle grandi città artistiche dell'ex Germania-Est, nel 1998 ha fondato Rosebud, la prima agenzia fotografica in Italia di vendita on-line, nel 2007 ha aperto la Graziano Arici Photogallery in Second Life, e infine nel 2009 ha fondato Blackarchives (archivio nato dopo la chiusura dell'agenzia di Grazia Neri della cui "scuderia" lui stesso era uno fra i migliori).
Photoshow 2010 Roma
Reduci dall'ultima edizione romana del PhotoShow vogliamo rendervi partecipi di quelle che sono state le nostre impressioni durante la visita. Questa rappresenta l'unica manifestazione italiana organizzata per il mondo della fotografia. Purtroppo, a nostro avviso, anche se l'ambizione degli organizzatori sarebbe quella di proporre al pubblico italiano una versione locale del Photokina, l'impressione finale che se ne trae è quella di aver partecipato a un evento che rasenta la sagra di paese. Cerco di spiegarmi facendo un esempio che parla di automobili. Nei lontani anni Settanta si scherzava volentieri a proposito di un marchio che veniva dall'Est, la cecoslovacca Skoda. Le sue vetture, non certo di successo nel libero e consumista Ovest, avevano un aspetto a dir poco ridicolo, con tutti quegli spigoli e quelle forme da scatola con le ruote. Ma perché, si chiedevano in molti, costruiscono auto così brutte? Perché costano poco, perché la lamiera piegata ad angolo costa meno di quella modellata lungo linee curviformi, perché c'era la necessità di dare la possibilità a tutti di avere un'auto. Così sembra essere il PhotoShow: una manifestazione fieristica dedicata al nostro mondo che, se organizzata in modo più accurato, costerebbe molto di più obbligando gran parte degli espositori a rinunciare.
Lino Olmo: fotografare è come volare
Lino Olmo nasce a Clusone, in Val Seriana, in una bella giornata di novembre. Il sole, il cielo limpido e l'affascinante contorno delle prealpi Orobiche, già imbiancate di neve, hanno probabilmente influenzato da subito la sensibilità paesaggistico-cromatica di quello che un giorno sarebbe diventato un amante della natura e, in seconda battuta, un esperto fotografo. Ma non un fotografo qualunque. Sin da ragazzo, come molti altri giovani della sua zona, Lino ha una forte passione per le escursioni e per il fuoristrada. In Val Seriana, non dimentichiamolo, sono cresciuti fior di campioni del mondo del cross e della regolarità, quella che oggi chiamano enduro, come Elia Andrioletti, Alessandro Gritti, Ivan Alborghetti, Pierluigi Rottigni, Franco Gualdi, Andrea Marinoni e moltissimi altri, gente che su due ruote artigliate ha portato in alto nel mondo il nome dell'Italia.
DPF Photocenter
In una delle più belle zone di Milano, verdi, eleganti e di grande prestigio, c'è la sede del nostro profilo di questo mese. No, non si tratta di un professionista ma di un gruppo di persone che lavorano nell'ambito della fotografia professionale. È un centro che definire di rivendita è poco o quasi offensivo: dall'aria che si respira entrandoci sembra di essere quasi in un circolo privato, in un ambiente rilassato dove la fretta non è certo di casa. Ci sono persone che passano di qui anche solo per farsi spiegare dei concetti sulla luce oppure per discutere delle impostazioni d'uso di un illuminatore: sono sicuri di trovare qualcuno disposto ad ascoltarli e a dialogare con loro. Stiamo entrando in via Bandello 6 a Milano da DPF Photocenter. Ci accoglie e ci fa da guida Alessandro Bonetti, una delle due anime dell'azienda, insieme all'altra Patrizio Danova.
Roberto Tomesani, una marea di iniziative
Questo mese, visto che il numero è doppio e il tempo non dovrebbe mancarvi, abbiamo pensato di darvi la possibilità di leggere e leggere molto perché il personaggio protagonista del profilo è davvero una fonte inesauribile di idee, legate prevalentemente al mondo della fotografia professionale: Roberto Tomesani, coordinatore di Tau Visual, l'associazione italiana dei fotografi professionisti che, come se fosse un ordine professionale, unisce e osserva l'evolversi del proprio settore ma, a differenza di molti ordini capaci solo di chiedere una quota senza dare nulla in cambio, è estremamente attiva nel supportare i propri soci. Tomesani è una persona solare e pacata che ispira subito simpatia e fiducia: una di quelle persone a cui non avresti difficoltà a dare le chiavi di casa, insomma una figura davvero positiva in questo mondo di avatar.
Viola Cajo De Cristoforis: l'artista della fotografia
Viola è una fotografa nuova con una personalità decisa, spiccata, tipica di una giovane professionista che sembra sapere esattamente quello che vuole. Studia e si forma allo IED dove Roberto Tomesani, profilo dello scorso numero di od, è supervisore dell’area fotografica. Per questo e altri mille motivi l’abbiamo voluta conoscere e intervistare per osservatorio digitale, per dare voce così a uno di quei professionisti di cui ci aveva parlato proprio Tomesani, quei fotografi che vivono la professione in modo nuovo, diverso, forse più a tutto tondo rispetto ai loro colleghi più attempati. Con lei abbiamo avuto modo di parlare di come si vive la fotografia da un punto di vista professionale oggi, in un'epoca fatta di scatti e di tanta post-produzione, a volte, o spesso purtroppo, senza metterci troppo la mente o il cuore. Viola la vede in modo differente: andiamo a capire perché.
Photokina 2010... e lode
Se la biennale attesa del Photokina ruota solitamente intorno alla curiosità relativa ai nuovi annunci e alle nuove presentazioni, l'edizione di quest'anno era circondata da aspettative di altro genere: in particolare, verificare sul campo lo stato di salute di un settore che ha vissuto due anni di grande intensità nei quali sono coincisi fattori come maturazione del mercato e differenziazione tecnologica dei produttori in un quadro di crisi economica generalizzata. I numeri comunicati dagli organizzatori della manifestazione suggeriscono già una prima interpretazione: a fronte di un aumento dei visitatori, passati da 169.000 a 180.000, gli espositori sono visibilmente diminuiti scendendo dai 1523 del 2008 (considerando sia quelli diretti che le aziende rappresentate) ai 1251 di quest'anno, conseguenza sì di qualche fusione avvenuta nel frattempo ma soprattutto un segnale di difficoltà da parte delle aziende più piccole nel sostenere un impegno oneroso - in termini di costi, di logistica e di impegno diretto - come una sei giorni di questa portata.
Marco Melloni: il 3D che viene da lontano
Marco Melloni, fotografo milanese dedito alla fotografia industriale e architettonica sin dagli inizi della sua professione, ha una nuova passione o, meglio, un vero e proprio nuovo amore, il 3D. "Non è una questione di moda" – mi dice subito, "è da quando sono piccolo che sono abituato a guardare fotografie tridimensionali realizzate da mio nonno, ma purtroppo solo ora ho trovato il modo di rivalutarne i contenuti anche storici e renderne possibile la visione anche a un pubblico più ampio". Comincia così l'intervista al profilo di questo mese, quasi per caso, trovandoci da amici comuni che si occupano di fotografia trattata, elaborata e stampata. Ci siamo infatti incontrati da Apotema, uno spazio creativo e collaborativo di Milano, dove opera una nostra vecchia conoscenza, Gabriele Dardanoni, autore per od della serie de L'Immaginatore: Melloni era venuto da Gabriele proprio per cercare di capire quali fossero le soluzioni migliori, a livello di inchiostri e carte, per realizzare alcune prove di stampa di queste immagini meravigliose di cui dispone in archivio. Il sottoscritto che si trovava da quelle parti quasi per caso (quando sono in zona passo sempre volentieri con la scusa di un caffè per vedere qualche immagine stupefacente...) vedendo Marco intento a scegliere delle immagini non ha saputo trattenersi dall'invitarlo a fare una chiacchierata per od, e quello che segue ne è il resoconto.
Museo Fotografia Contemporanea
Dal 2004 è aperto a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, il Museo Fotografia Contemporanea. Oltre a luogo di aggregazione culturale a livello locale, il Museo è il primo della sua specie in Italia. È situato all'interno di Villa Ghirlanda, una bella costruzione dell'600 opera di uno degli architetti più validi dell'epoca, il Richini, che era intervenuto, a sua volta, su un edificio preesistente del 500, addirittura attribuito al Palladio. Agli inizi degli anni ’70 la villa fu acquistata dall’Amministrazione Comunale di Cinisello e adibita a biblioteca, sede di uffici, sale per riunioni e per cerimonie, sale mostre. Il Museo Fotografia Contemporanea occupa l'ala sud del complesso anche se, in futuro, potrebbe espandersi negli spazi oggi occupati dalla biblioteca e da altre sale.
Gianluca Destro, la fotografia comunica
In linea con quello che sembra essere il tema del numero, anche il professionista di questo mese è, in qualche modo, coinvolto con la comunicazione. Ovviamente, direte voi, per un fotografo non è molto difficile esserlo ma, nel caso di Gianluca Destro, il discorso è più complesso e completo di quanto si possa immaginare. La sua non è una storia comune, di quelle che potrebbero raccontare molti giovani professionisti dell'immagine, ma parte da una professione diversa dove, comunque, l'immagine è tutto: il controllo di qualità nella produzione delle banconote a livello internazionale. Un punto di partenza che lasciava presagire tutto tranne che una vita da fotografo...
Photoshow 2011, il chiaro e lo scuro
Come ogni anno, l'arrivo della più grande manifestazione dedicata alla fotografia suscita tra gli addetti ai lavori una ridda di discussioni, commenti e giudizi a dir poco contrastanti. Nel mondo di Internet ha ancora senso una fiera incentrata sui prodotti? Quali stimoli può ricevere un appassionato che si aggiri tra stand che esibiscono veri e propri oggetti del desiderio protetti da due centimetri di plexiglass piuttosto che sfilze infinite di cornici e album? E per le aziende ci può essere un ritorno adeguato da un investimento che, tra costi di partecipazione, allestimento, trasferta, pubblicità e personale, raggiunge cifre significative? Le ultime edizioni, con vistosi spazi vuoti nei padiglioni o addirittura interi stand abbandonati, avevano restituito una notevole sensazione di tristezza: un segnale tangibile della congiuntura economica che andava a toccare anche un intero comparto messo tutto sommato meglio di tanti altri, come testimoniato dai dati che regolarmente raccogliamo e commentiamo nella rubrica Mercati. All'appuntamento del 2011, dimezzato nelle dimensioni espositive e con alcune assenze di peso annunciate, gli operatori si sono avvicinati avendo ancora negli occhi le immagini del Photokina di settembre: solo sei mesi di distanza, ma un mondo di differenza. Come sempre ci siamo andati anche noi di od: ecco le nostre impressioni e, proposte in un modo del tutto nuovo per il nostro mensile, i giudizi di alcuni nomi noti dell'industria fotografica sullo stato del mercato e sulla loro specifica esperienza di questo Photoshow.
Andrea Frazzetta, l'architettura di un sogno
Andrea Frazzetta è giovane e fa questo lavoro relativamente da poco tempo, sette anni, ma l'ha talmente voluto che i risultati non si sono fatti attendere. È riuscito a vincere il concorso Canon Giovani Fotografi nel 2007, a essere chiamato come giurato allo stesso due anni dopo, a pubblicare sul National Geographic e, proprio di recente, anche sul New York Times Magazine: insomma non proprio cose da poco. Tra un lavoro e l'altro lo abbiamo incontrato per fare due chiacchiere delle quali siamo felici di rendervi partecipi.
Alessandro Mariconti: la ricerca della luce interiore
I fotografi non finiscono mai di stupirmi e Alessandro Mariconti non fa eccezione. Incontrandolo ci si trova davanti a un giovane sempre allegro e, sembrerebbe, uno spensierato professionista che sicuramente ama il suo lavoro. Parlandoci si scopre che dietro al viso pulito e gioviale si cela una persona con grande sensibilità e disponibilità verso la vita in generale. Alessandro è un ragazzo alla mano, di quelli senza grilli per la testa che pensa a far bene quello che gli piace perché sostiene sia "più facile farlo e il risultato da ancora più soddisfazione". Lo incontriamo nel suo regno milanese, uno spazio dedicato alla fotografia ma anche all'altra sua grade passione, il vintage: "mi piace molto osservare i progressi della tecnica e della tecnologia in campo fotografico ma, allo stesso modo, adoro le macchine fotografiche di un tempo. Oggi ho una Nikon D3s ma ti confesso che per me la "macchina fotografica" resta la mia prima Nikon F."
Mosè Franchi, la cultura e la narrazione
Conversare di fotografia con Mosè Franchi è probabilmente il modo migliore per rendersi conto di come uno scatto sia semplicemente un punto intermedio di un lungo percorso creativo, culturale, tecnico e narrativo; e di come ogni volta che impugniamo la nostra fotocamera preferita non facciamo che metterci in relazione, consapevoli o meno, con un piano nel quale la comunicazione visiva va ben oltre il “qui e ora” del soggetto ripreso inserendosi in un contesto ben più complesso e coinvolgente di quanto appaia a occhi frettolosi. Approfittiamo della recente pubblicazione di un suo libro per affrontare con Mosè - fotografo e storico della fotografia, autore, giornalista, docente e professionista del settore con oltre vent'anni di esperienza in Canon Italia alle spalle - alcune tematiche di estrema attualità in un mondo che sa costantemente attirare a sé nuovi cultori ma che altrettanto facilmente perde coloro che vi si inoltrano privi di mappe e bussole adeguate.
Thomas Leuthard racconta la street photography
Definire la street photography è decisamente difficile: un tentativo per approssimazione potrebbe essere quello di classificarla come 'fotografia della vita quotidiana, delle strade, delle persone reali'. Durante tutto il XX secolo, anche se non sempre classificate con questo nome, molti maestri della fotografia si sono confrontati con queste tematiche, hanno cercato di fotografare la vita di tutti i giorni senza preparare la posa, la scena e le persone coinvolte. In passato, spesso armati di Leica, di rangefinder molto semplici o di fotocamere usa e getta, gli street photographers hanno dovuto difendere la loro scelta, anche fisicamente, di fronte a quella che spesso viene vista come una violazione della privacy personale e non una forma di espressione fotografica. Tra i sinonimi di street photography vi è l'inglese 'candid' che tuttavia non rende, almeno in italiano, l'idea di quanto semplice, immediato e a volte sarcastico riesca ad essere questo tipo di foto.Tra i fotografi che si stanno affermando, soprattutto grazie all'avvento del digitale e ai social media, od ha scelto di intervistare lo svizzero Thomas Leuthard, street photographer svizzero di 40 anni che insegue la sua passione per l'immagine viaggiando nelle principali città del mondo (anche se per lavoro si occupa di IT nella pubblica amministrazione locale).
Jörg Niggli, l'esploratore dell'immagine
Un video online che diventa virale. Una città italiana inconfondibile. Una passione che ha coinvolto diverse decine di migliaia di utenti in tutto il mondo. Così comincia il nostro racconto di Jörg Niggli, un fotografo e videomaker svizzero che, al di là di altri lavori di sicuro valore, ha avuto un notevole aumento di popolarità proprio grazie al video in time-lapse realizzato a Venezia intitolato "Venice in a Day" che riassume (quasi) una giornata della città lagunare da numerosi punti di vista, alcuni dei quali davvero inusuali, per nulla da turista e con una sensibilità visiva del tutto unica. (Disclaimer: chi scrive è per metà veneziano, per cui 'di parte'). Il video, realizzato con una Canon G10 (proprio la super-compatta di Canon!) è stato poi montato con una notevole esperienza. Abbiamo intervistato Jörg per scoprire qualcosa di più sui suoi lavori, sulla sua visione della fotografia, del video e dell'immagine.
Photokina 2012, l'anno dei contrasti
Anche su Colonia sembra abbattersi la tendenza alla crisi delle manifestazioni fieristiche di cui si parla nell'Editoriale: nonostante sia una delle poche fiere di fotografia dal respiro davvero internazionale e abbia cadenza biennale, anche il Photokina ha subito una leggera frenata in termini di interesse e crescita. Partiamo dai numeri: quelli comunicati dagli organizzatori, per i quali l'edizione appena conclusa è stata un ennesimo successo, ma che a un'analisi più attenta raccontano una storia abbastanza diversa. Il primo dato che balza all'occhio è il rallentamento nella crescita dei visitatori, solo 4.000 in più rispetto ai 181.000 del 2010, quando l'incremento dal 2008 era stato pari a tre volte tanto; il secondo riguarda la progressiva riduzione del numero di aziende presenti o rappresentate: 1158 complessivamente in quest'ultima edizione (con 803 espositori effettivi), contro le 1523 di quattro anni fa. Sono due parametri che appaiono in controtendenza rispetto al crescente interesse generalizzato verso la fotografia intesa sia come hobby che come professione, senza contare la prepotente diffusione dell'imaging mobile intervenuta nell'ultimo biennio, che ha richiamato alla manifestazione di Colonia una nuova fascia di pubblico e di produttori.
Monica Silva, volere è potere
Incontro Monica Silva in un locale di Milano molto affollato dove la gente arriva a gruppi e, rumorosamente, aspetta il proprio tavolo. Lei entra sola guardandosi intorno e attirando l'attenzione dei presenti; è l'immagine di una donna affascinante e sicura che si muove in un ambiente prevalentemente maschile, senza alcuna apparente difficoltà: il mondo della fotografia professionale. Giunta in Italia nella seconda metà degli anni '80 su invito di un'amica, Monica Silva nasce a Sao Paulo, una delle più grandi e turbolente città del Brasile, dove cresce e, per caso, comincia l'attività di modella. L'ambiente l'affascina subito ma, a differenza di quanto si può immaginare, non tanto per il glamour dell'ambiente stesso quanto per l'intensa attività fotografica che vi si svolge. Monica fotografa sin da ragazza con ogni tipo di apparecchio, dalle usa e getta alle tipiche "instamatic" dell'epoca, e trovarsi a contatto con sistemi di ripresa professionali la affascina decisamente. Sin da giovanissima ha mostrato un suo preciso carattere e, ancora una volta, pensa che non faccia per lei stare davanti all'obiettivo in quanto la fa sentire "come una statuina mossa da qualcun altro".
Enrico Bossan: avvicinare il mondo
Mi trovo a Padova, città affascinante del Nord Est italiano, terra del Santo venerato da tutto il mondo, quel Sant'Antonio che aiuta tutti a ritrovare qualcosa che si è perduto. Tra le chiacchiere con un grande amico musicista che vive qui e i commenti su come la città riesca a cambiare e restare immobile al tempo stesso (mi passa davanti un tram con la pubblicità del centenario dell'Italia unita ma, dico tre me e me, è un evento di due anni fa ormai…) iniziamo a parlare di un amico comune che, guarda caso, è un fotografo, un grande fotografo italiano: Enrico Bossan. L'uomo è vivace nei modi e nella parlata, non si risparmia, racconta la voglia che ci ha sempre messo e ci mette tuttora in quello che fa, nel cogliere momenti attraverso le sue fotografie che ci riportano pezzi di mondo che forse non c'è più, con un taglio di chi non è lì per scattare la cartolina da mostrare a casa ma per riprendere momenti di vita che sembra di esserci, come se fossimo noi a vederli con i nostri occhi. L'intervista è stata realizzata "a puntate", al telefono, in auto, perché oggi Bossan è un fotografo in vista, impegnato, anche nel senso di indaffarato del termine, che si alterna tra molti lavori, progetti e viaggi che, talvolta, portano alla realizzazione di mostre e pubblicazioni di altissimo livello.
Alessandro Trovati: lo sport è un affare di famiglia
Alessandro Trovati, fotografo milanese che si occupa prevalentemente di sport, ritorna da un assignment a Lanzarote. Quale evento sportivo si è svolto nelle isole Canarie? Nessuno, c'è stato uno shooting di nuovo materiale per una nota casa di abbigliamento. Sì, perché da un po' di tempo, oltre a fotografare lo sport più puro, quello con la esse maiuscola, Trovati viene spesso chiamato da clienti che producono abbigliamento o accessori sportivi per il suo stile dinamico, tipico di chi ritrae abitualmente gli atleti durante il gesto sportivo, capace di cogliere quell'attimo fatto di pochi centesimi secondo, a volte millesimi, in cui è racchiusa tutta la storia da raccontare. Si dice sempre che un'immagine valga più di mille parole e questo, nel caso della fotografia sportiva, crediamo sia ancora più vero. Il bel gesto atletico è facile da vedere, come spettatori, soprattutto quando l'evento si svolge su una ribalta di livello internazionale, quando cioè gli atleti rappresentano la massima espressione mondiale di quella disciplina sportiva: difficile è saperlo fermare in un fotogramma, a volte anticipando col pensiero quello che l'atleta farà nei prossimi attimi della sua prestazione. Questo è il lavoro del fotografo di sport, quello che si vede nelle foto annegato in mezzo a una marea di suoi colleghi, tutti armati di lunghi teleobiettivi bianchi, immagine alla quale ormai ci siamo abituati da anni. Facciamoci raccontare come si vive questo tipo di esperienza, una prima qui su osservatoriodigitale.
Photoshow 2013, il reportage
Il Photoshow nasce sotto cattivi auspici quando la giornata dell'inaugurazione viene inutilmente complicata dall'ennesimo sciopero dei mezzi pubblici. Espositori e visitatori ringraziano, certi che si tratti di un rito utile a riaffermare la competitività del sistema Paese, già in forma smagliante come l'ulteriore riduzione degli spazi occupati dalla fiera - quasi dimezzati rispetto alla precedente edizione milanese - è lì a ricordarci non appena facciamo il nostro ingresso. Stretto "tra il giallo e il rosso", come più di un operatore ama dire riferendosi senza fare nomi ai due principali marchi fotografici presenti sul nostro mercato con una polarizzazione che non trova equivalenti nel resto d'Europa, si trova un variopinto mix di aziende che hanno deciso di esserci "nonostante tutto". Ecco quindi fotocamere, ottiche e accessori a fianco di sistemi di stampa, cornici e gadget, soluzioni per digital signage e videocamere, un universo attraverso il quale si muovono visitatori professionali, appassionati, fotonegozianti e curiosi. I commenti iniziali sono dedicati agli assenti: di qualche nome, anche di peso, già si sapeva, mentre in altri casi la sorpresa è più evidente.


