El domm de vigeven

Cieli scuri sul mondo della fotografia? Periodicamente sentiamo questa frase tornare alla ribalta ma, come già è accaduto per la musica che sembrava morta e sepolta con l'avvento dei formati compressi e della rete, anche le immagini, in tutte le loro fasi, dalla ripresa all'archiviazione alla stampa, stanno vivendo una nuova primavera. L'interesse del pubblico è sempre alto e il numero di fotocamere che appaiono quasi quotidianamente è elevato come il numero di comunicati stampa che le Case rilasciano e che giungono in redazione. È ovvio che non tutte le ciambelle riescano col buco e infatti alcuni, per non dire molti, dei prodotti presentati di recente sono destinati a un oblio più o meno rapido mentre altri possono addirittura pensare di entrare nell'olimpo dei prodotti di qualità e sperare di diventare un giorno delle leggende.

Forse è questo il caso della serie X Compact della Fujifilm, famiglia della quale si è occupato il nostro OD Lab per il test, una prova durata mesi che ci ha permesso di conoscere a fondo queste deliziose fotocamere: c'è da leggere parecchio ma ne vale la pena. Ma eccoci di nuovo all'appuntamento con il numero novembrino di od caratterizzato da diverse e interessanti rubriche, come sempre, verrebbe da dire. A partire dall'intervista a John Moore di Getty Images, già più volte tra i vincitori del Word Press Photo Award, con la sua fotografia di guerra e non solo: molto interessante davvero quello che Moore racconta al nostro Steed Kulka, anche se qualche tiratina d'orecchie agli americani dobbiamo farla per la loro poca propensione a fornire qualche immagine in più a corredo di un così interessante profilo. Si parlava prima della rete: la natura di od e dei suoi lettori non è certo quella di fare mercimonio delle immagini pubblicate, quindi qual è il timore che serpeggia tra le fila di queste agenzie internazionali visto che le foto di tutti, John Moore compreso, sono reperibili in vari formati qua e là sul Web? Come sempre lasciamo ai posteri la risposta visto che sarà improbabile ottenerla dai diretti interessati.

Nel numero, dicevamo, c'è sempre tanto da leggere come il Taccuino, curato dalla nostra Valeria Prina o, ancora, lo splendido ritratto di un "fotografo e gentiluomo" quale pareva fosse Filippo Rocci, descritto dalla nostra Osservatrice Romana. La rubrica di mercato, immancabile e come sempre esclusiva, fa la sua parte anche questo mese affiancata da un sempre brillante Carrieri e dal suo Net(e)scape.

Due parole ancora le spendo volentieri a proposito della rubrica che ha debuttato lo scorso mese di ottobre: il Glamorista. Senza timore di essere tacciati di voyeurismo o altro abbiamo pensato a tutti quei lettori che ci hanno chiesto, nel corso di questi anni, come realizzare qualche foto particolare senza incorrere nel cattivo gusto ma con un po' di peperoncino: la risposta è stata molto gradita, secondo quel che ci dicono i numeri: quindi ecco la nuova puntata che parla delle luci, sempre in modo semplice, alla portata di tutti.

Ancora una volta, quindi, non mi resta che augurarvi una buona lettura!