L'Armonia Nascosta

Ritorno a Napoli

Giorgio Di Maio

Ora che sono tornato a Napoli in pianta stabile (o quasi) non passa giorno in cui non ripensi ai miei momenti a Milano, soprattutto i primi, quando in me si stava facendo largo l'idea di cominciare a fotografare qualcosa di personale ma che fosse assolutamente condivisibile: l'Armonia nascosta. Fu proprio parlando con il nostro "direttore" che tutto ebbe davvero inizio...

Con Ezio (Rotamartir, n.d.r) ci siamo lasciati il giorno prima del caso 0 di Covid in Italia. Ero a Milano, non ricordo per quali motivi. Scattai anche alcune interessanti foto per il mio lavoro “Feminine”.
Di lì a venti giorni avrei esposto al MIA.

Si concludeva così una mia breve scalata a Milano, iniziata quando vi arrivai conoscendo solo lui, il Direttore di Osservatorio Digitale: aveva visto alcune mie foto e volle intervistarmi per il suo giornale.

Il MIA sembrava irraggiungibile e, a dire il vero, non ero nemmeno certo di averne le qualità. È stato nell’ambiente milanese che ho potuto crescere: nei contatti con critici, curatori e galleristi che, pur essendo figure di rilievo nell’ambito professionale, non mi hanno negato la loro disponibilità al confronto. Dai loro rilievi sulla mia ricerca, imparavo.

Con Ezio siamo diventati amici. Mi ha aiutato tantissimo. Dire tutto sarebbe ingiusto nei confronti delle tante altre persone che mi hanno sostenuto in questo percorso. Ed è su osservatoriodigitale che ho iniziato a scrivere “L’Armonia nascosta”.

A Milano la mia ricerca diventa “L’Armonia nascosta”. C’è anche un mio articolo che ne segna la nascita. Questo progetto prende forma proprio attraverso la scrittura per osservatoriodigitale, che mi spingeva a studiare per costruire un supporto teorico al lavoro. Ed è sempre a Milano che, nel frattempo, imparavo a comporre il linguaggio figurativo: passeggiando per le vie della città, circondato dalle “Feminine” dei cartelloni pubblicitari, affascinato dalla bellezza della moda. Uno sguardo romantico e sognatore mi accompagnava mentre studiavo.

Questo periodo è stato segnato anche da fotografie scattate nel centro di Oppido Lucano, a cui sono particolarmente legato, dove mia figlia iniziava a studiare in una scuola a indirizzo musicale.

A seguito del Covid, il MIA fu rimandato di circa due anni. Di quel periodo conservo anche ricordi preziosi: i luoghi in cui mi trovavo, immerso nel paesaggio del mio nuovo lavoro “Il mare di Leopardi”, nato da un’indagine sul pensiero filosofico del poeta. Il mare Adriatico, il primo mare visto da Leopardi dal colle di Recanati, dall’altura dell’Orto dell’Infinito. Alloggiavo all’interno del Monte Conero, vicino alle Due Sorelle, a dieci minuti da mia figlia, che nel frattempo studiava al liceo musicale.

Tornato a Napoli, ho fatto alcuni tentativi di affidarmi ai social per diffondere il mio linguaggio: video pensati per raccontare la città, in una commistione tra il mio sguardo e quello dei turisti di tutto il mondo con cui ho imparato a relazionarmi.

Infine, ho ricominciato a fotografare Napoli con la mia vecchia fotocamera. Ezio conosce tante macchine fotografiche ma ha sempre sostenuto che non sono loro a fare il fotografo.

Ci siamo risentiti. Ed eccoci, qui.

Data di pubblicazione: aprile-giugno 2026
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